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Tratta Milano Varese è ancora panico

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27 Gennaio 2005

Volevo segnalare che già ben prima dell’incendio la circolazione sulla linea era completamente nel panico. ecco infatti la mail che ho mandato a regione e trenitalia su quanto successo stamattina.
“Non è possibile. anche stamattina le solite scene sulla tratta milano varese.
ore 7.35.
Primo annuncio: treno delle 7.39 a busto per milano in ritardo di 8 minuti;
ore 7.40
Secondo annuncio: “annuncio maggior ritardo: treno delle 7.39 in ritardo di 15 minuti”
inoltre ” passante delle 7.45 viaggia con un ritardo di 10 minuti”.
Alle 8.00 è passato il 7.39 (21 minuti di ritardo) ed era composto da 5 carrozze a due piani. Chiaramente già a busto pensare di sedersi sarebbe stato ridicolo, non oso immaginare nelle stazioni successive.
Attendiamo fiduciose il passante (che sarebbe dovuto passare alle 7.55) poichè la nostra destinazione era repubblica/porta venezia.
Alle 8.05 annunciano il 7.58 per milano porta garibaldi che effetuerà fermate in tutte le stazioni. Ma il passante dove è finito? Chiaramente più nessuna informazine è stata data, deve essersi dissolto nel nulla se era previsto il suo arrivo alle 7.55 e alle 8.10 non ve ne era più traccia. Alle
8.10 è arrivato un TAF(!!!!!) dove siamo dovute salire e dove potete immaginare come il nostro viaggio sia stato piacevole..tutti belli stretti stretti per tenersi bene al caldo (almeno noi siamo riusciti a salire, quelli delle stazioni successive non ci sono riusciti).
Arrivati a Milano siamo scesi nel passante dove dell’8.24 (alle 9.05) non vi era traccia, era segnato sul tabellone senza ritardo, senza binario, senza indicazione di soppressione…comincio a preoccuparmi per la gente che vi
era sopra…
Sono arrivata in ufficio con 45 minuti di ritardo, 2 ore di viaggio prima al freddo, poi in piedi, con un cambio in più del previsto….
Perchè a Busto non ci hanno detto charamente che il passante non sarebbe mai passato? perchè non hanno indicato che vi erano problemi e quindi di salire assolutamente su quel 7.39 in ritardo? Perchè di omini con il berretto
giallo non ve ne è neanche l’ombra? Perchè non c’è modo di denunciare queste ingiustizie? Perchè chi ci smena in salute e stipendio siamo solo noi?
Tengo il conto dei ritardi accumulati da un anno a questa parte, e ogni mese riesco a perdere dalle 7 alle 14 ore solo per i ritardi. Praticamente passo più tempo sul treno in ritardo che in palestra! Sento parecchia gente tra
cui la sottoscritta che non riesce più a gestire una vita da pendolare e quindi sarà costretta ad abbndonare il lavoro proprio per tutelare la propria salute.
E’ possibile che non ci sia modo per ribellarsi a queste ingiustizie?

Vera Zucchinali

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