Un caso di evergetismo imprenditoriale
11 Gennaio 2016
Il termine di “evergetismo”, che in greco significa ‘compiere buone azioni’, indica la pratica, diffusa nel mondo antico, di elargire benevolmente doni ad una collettività in modo apparentemente disinteressato. Sembra questo essere il caso, trasposto nel mondo contemporaneo, della gratifica di oltre un milione e mezzo di euro corrisposta ai suoi dipendenti, a titolo di legato testamentario, dall’imprenditore di Bodio Lomnago.
Sotto il profilo morale, trattasi di un atto che, per quanto vi si possa avvertire un sapore decisamente paternalistico essendo stati i criteri di ripartizione decisi in modo unilaterale, risulta senz’altro ammirevole e dimostra nobiltà d’animo ed elevato sentire, peraltro già manifestati dal defunto in altre significative occasioni. È pur vero che questo genere di evergetismo imprenditoriale si rivela oggettivamente, dal punto di vista economico, non solo come una parziale restituzione del plusvalore ricavato dal pluslavoro di una collettività aziendale che ha operato nel corso degli anni, stando alla motivazione addotta dai familiari dell’imprenditore, con l’armonia di una squadra ben affiatata, ma anche come un atto di egemonia ideologica teso ad affermare la centralità benefica dell’impresa nel mondo del lavoro e della produzione. In questo senso, esso è da considerare come un gesto che non depaupera, ma rafforza la posizione economica della proprietà aziendale.
Infatti, se si può affermare che non è affatto vero che gli imprenditori sono imprenditori in quanto sono ‘cattivi’, poiché è semmai vero il contrario, ossia che gli imprenditori sono ‘cattivi’ in quanto sono imprenditori, per simmetria si può anche affermare che, nei rari casi in cui questo accade, gli imprenditori sono ‘buoni’ in quanto imprenditori, non essendo vero (o perlomeno essendo azzardato asserire) che essi sono imprenditori in quanto sono ‘buoni’.
Insomma, dal punto di vista della marxiana critica dell’economia politica, l’evergetismo non modifica di un ette il carattere oggettivo ed inintenzionale di quel fenomeno che è lo sfruttamento capitalistico: fenomeno, per l’appunto, strutturale e quindi inerente all’oggettività del sistema capitalistico di cui costituisce l’interna forza propulsiva. Inoltre, perché non riconoscere in un atto del genere anche il significato ‘quasi-keynesiano’ del rilancio della domanda interna, perseguita dal governo Renzi con il donativo degli 80 euro ai percettori di redditi bassi e riproposta nella “Legge di stabilità” del 2016 con varie misure, fra le quali spicca il ‘bonus’ di 500 euro agli studenti, da spendere per i consumi culturali? Del resto, che il depotenziamento del conflitto sindacale e il sostegno alla lotta di classe condotta dal padronato nei confronti dei lavoratori non siano l’obiettivo, ma soltanto gli effetti collaterali di queste forme di evergetismo è altrettanto chiaro quanto lo è il fatto che la forza di gravità condiziona, sì, la caduta dei gravi, ma è anche fondamentale per sostenere i velivoli…
Eros Barone



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