Uno spettacolo indecoroso
29 Gennaio 2008
Egr. Direttore,
Lo spettacolo indecoroso offerto dal Senato della Repubblica sulla caduta del governo Prodi, è stata una cosa semplicemente indecente: urli, parolacce, gesti volgari, insulti, minacce ecc. ecc. Sembrava di essere allo stadio dove gli ultras si fronteggiano a suon di mangallenate. Cosa ci fosse poi avesse da festeggiare il centro-destra, alla fine non è molto chiaro: che abbiamo uno Stato con un debito pubblico stratosferico? Che abbiamo una situazione esplosiva in Campania e a Napoli a causa di migliaia di tonnellate di spazzatura che nessuno sa come smaltire? Che abbiamo tante famiglie con redditi da fame ? Festeggiano forse i morti sul lavoro a causa del lavoro precario sponsorizzato dal centro-destra con la loro ideologia del liberismo ? Festeggiano forse la violenza che subiscono le donne per la mancanza di sicurezza nella società e nelle famiglie? Sul degrado della scuola alle prese con la degenerazione del bullismo ? Sulla crisi della giustizia denunciata proprio in questi giorni dalla magistratura ? E si potrebbe continuare all’infinito. Quello che è emerso dalla crisi di governo è che siamo ancora nel pieno di una crisi istituzionale iniziata nel 1992 e non ancora conclusa. Una crisi politica che ha portato i partiti a rinchiudersi nel fortino del palazzo, a diventare una casta che ha partorito l’antipolitica non dalle sparate di Beppe Grillo ma dal loro atteggiamento di difesa dei loro privilegi che si sono costruiti. Una volta i partiti erano portatori di valori e rappresentavano gli interessi di precise categorie di pensiero o sociali. Ora i partiti si sono ridotti a clan familiari che favoriscono gli interessi dei loro accoliti o della loro cerchia familiare-parentale. Il partito di Mastella è l’emblema di questa crisi, che in un Paese normale con una seria legge elettorale e una legge che regoli la vita dei partiti, non dovrebbe nemmeno esistere. Questi partiti che di fatto sono una anomalia per la vita democratica del Paese e che distribuiscono favori, clientele, posti di lavoro negli enti pubblici a danno della meritocrazia, sono quelli che ricattano il governo del paese e lo stanno mandando alla malora.
Mia moglie guardando lo spettacolo indecoroso della politica si è lasciata scappare la frase: “In miniera dovrebbero andare tutta quella gente” La voglia che ti prende in queste occasioni è quella di non andare più a votare per non essere più presi in giro. Poi se uno ci pensa, forse è proprio quello che alcuni partiti si auspicano. Così a votare ci andrebbero solamente quelli che dalla politica ne ricevono privilegi e favori. Il dramma è proprio questo: anche se domani dovrebbe andare a votare la minoranza degli italiani, il potere politico si sentirebbe legittimato a continuare ad esistere. D’altra parte sia in America o in Svizzera in alcune votazioni va a votare anche meno del 40% degli aventi diritto!
La soluzione quindi dei mali italiani non è il disimpegno, ma un impegno nuovo per evitare che il parlamento diventi il luogo di coloro che fanno politica per i loro interessi personali (Come Berlusconi). Per quanto riguarda il giudizio complessivo da dare al Governo Prodi, io credo che tante volte chi governa è costretto a fare anche scelte impopolari e a perdere quel consenso ottenuto dalle elezioni. Le difficoltà sono ovviamente nate dall’esito incerto dell’ultima consultazione elettorale. Non so ora se si andrà al voto con una legge elettorale che tutti chiamano porcellum o se forse prima si farà una auspicabile riforma elettorale o istituzionale. Una cosa è certa: spiace vedere i partiti del centro-sinistra farsi condizionare dai sondaggi elettorali e non impegnarsi con nuova energia nella eventuale campagna elettorale per impedire il ritorno di Berlusconi al governo che già tanti disastri ha causato al nostro Paese. Se così fosse, qualcuno potrebbe preferire l’esilio e andare a farsi governare da Lukashenko, almeno li si sa che c’è una dittatura.
PS. Ora Berlusconi insieme a Bossi paventano nuove marce su Roma, se non otterranno il diritto di andare subito alle urne, come se le urne potrebbero risolvere tutti i problemi del Paese. La verità è che questo Paese è in ginocchio proprio a causa di una becera e violenta opposizione che ha fatto di tutto per sfasciare l’attività del governo: in tutti i paesi democratici il governo del Paese non è solo prerogativa delle forze di maggioranza, ma spetta a tutto il Parlamento perché tutti i parlamentari sono eletti e pagati profumatamente, non per fare i propri interessi, ma quelli dell’intero Paese.



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