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Varese non è un posto per persone con disabilità

carrozzina
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7 Settembre 2025

Gentile direttore,

Le scrivo quest’e-mail con estremo dispiacere perché o nessuno ha mai fatto presente questo problema o peggio ancora, nessuno si è mai mosso per fare qualcosa.

Sono la figlia di una persona disabile, che ormai è arrivata al punto di doversi spostare con la carrozzina.

Potrà già immaginare il dispiacere ed i timori che si hanno giorno dopo giorno, nel vedere il proprio genitore cambiare, diventare sempre meno autonomo e sempre più dipendente dagli altri.

Magari si chiederà il motivo di questa mia lettera, in fin dei conti cosa potrebbe mai fare il direttore di un giornale rispetto all’avanzare di una malattia? Potrebbe accogliere il mio sfogo, di una figlia che vive in una città che è sempre meno a misura di persone disabili o con mobilità ridotta.

È fondamentale anche davanti alla malattia, continuare a vivere una vita sociale, uscire, vedere gente, entrare in un negozio, ma ha mai provato a portare in giro una persona con la carrozzina? Ha idea delle difficoltà che ci sono per passare da un marciapiede ad un altro? I rialzi, l’asfalto non uniforme, il pavé che sembra tanto bello , ma è un totale incubo?

Che cosa fa questa città per le persone che hanno difficoltà? Si può sempre e solo fare affidamento al buon cuore delle persone che si offrono di aiutarti? È il cittadino che deve aiutare o anche l’amministrazione dovrebbe facilitare la vita delle persone? Per chi ha problemi di deambulazione, ogni singola azione quotidiana richiede tempo, pazienza e la consapevolezza di non riuscire a fare ciò che per gli altri è normale, ciò che anche per loro in passato, era normale. Vi sono sfide continue, dal parcheggio selvaggio in ospedale, agli ascensori vecchi, alla difficoltà di andare in giro per il centro senza incorrere in ostacoli che rendono ogni singola uscita sempre più ardua e pericolosa, fino a quando non ci si arrende.

É questa la città che vogliamo? Decidiamo di non fare niente perché non è un argomento di interesse?

Non so se avrà modo di leggermi, ma qualora succedesse, spero possa dare qualche spunto di riflessione sul livello di civiltà di Varese e se veramente è una città che nella sua amministrazione, rappresenta e rispecchia i suoi cittadini.

Cordialmente,

Daisy, una figlia

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