Visioni a dir poco inquietanti
28 Febbraio 2026
Giovani divertiti che si abbandonano a risate fragorose nella visione di un film! Trattasi forse di una leggera e spassosa commedia all’italiana? Niente affatto!…
Trame a dir poco inquietanti e il diletto “dell’orrore”: braccia mozzate con ferocia, teste che saltano in aria, corpi brutalmente squartati, rumori e suoni che anticipano scene raccapriccianti e sanguinarie. Immagini crudeli, un tempo considerate diseducative e comunque adatte alla sola visione (si fa per dire) di un “pubblico adulto”. Ora, anche nell’immaginario giovanile, a fronte di una coscienza ormai mitridatizzata ed assuefatta alle “forme” più violente, ogni proposta “strong” del piccolo e grande schermo risulta facilmente “digeribile” e assolutamente normale. Nulla di più ordinario per tanti ragazzi…
Così tutto passa indisturbato davanti agli occhi “intorpiditi” e desensibilizzati dei nostri giovani. Non il ribrezzo, non alcuni naturali, forse, sentimenti di repulsione e di spavento, ma diversamente la ricerca divertita ed esaltante dei trailer più sinistri; ecco allora, l’adrenalina che sale alle stelle nel momento di massimo spannung, l’inevitabile “godimento”, che derivano da una sorta di gusto per il macabro, per lo spettrale e per l’orrendo. Non siamo di fronte ad una realtà cinematografica e televisiva nuova; tuttavia, oggi, presentare un film d’azione che proceda “serenamente”, privo di effetti scenici spettacolari e “truculenti” risulterebbe probabilmente impopolare e poco commercialmente appetibile.
Comunque, non si può sottovalutare il pericolo collegato ad un’esposizione martellante a contenuti violenti, da parte dei più giovani. Inoltre, il frequente ed “eccitante” consumo di prodotti mediali con contenuti violenti può aumentarne l’aggressività ed essere all’origine di collera, ansia ed insicurezza. Si può sviluppare peraltro una “perniciosa abitudine” al distacco, all’apatia e all’indifferenza rispetto alla sofferenza, ovvero un azzeramento della “reazione” emotiva persino di fronte alla violenza più gratuita. Non pochi studi hanno anche dimostrato che quanto più precocemente i bambini e i giovani si sottopongano a scene di violenza, tanto maggiore sarà la loro inclinazione a consumare contenuti violenti negli anni a venire.
Un’esperta nel settore avrebbe affermato qualche anno fa: “per renderci conto della quantità di violenza a cui sono esposti i bambini è sufficiente fare un semplice calcolo: un individuo che passi circa tre ore della sua giornata davanti alla tv, nel periodo che va dalla prima infanzia (2-3 anni) alla pubertà (14 anni) può in media aver visto 12.000 omicidi e 100.000 episodi di aggressione. Se pensiamo che i bambini passano davanti alla tv circa 4 ore al giorno, la maggior parte delle quali in solitudine, vediamo come il numero di omicidi visti in tv possa salire ad un totale di circa 16.000”.
Sicuramente si impongono delle attente riflessioni in tal senso, considerato il livello di vulnerabilità, soprattutto, dei più giovani ai messaggi che quotidianamente ricevono!
Claudio Riccadonna Ala



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