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Caro Ismaele è questione di dna

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15 aprile 2009

Egregio direttore,

Volevo rispondere ad Ismaele,che si chiede giustamente,perchè noi italiani accettiamo che Berlusconi attacchi un giorno si ed uno no la rai,mentre Gordon Brown non lo farebbe con la BBC.

Semplicemente perchè da sempre abbiamo nel nostro DNA la tendenza a sentirci servi,cortigiani,ruffiani,e ad adulare il potente di turno. Non abbiamo mai avuto senso civico,e  il Cavaliere che evidentemente ci conosce bene,ci ha servito quello che volevamo,ci ha narcotizzato di programmi che sono il classico insulto all’intelligenza (dal grande fratello alla tanto osannata striscia la notizia,al milionario).

Sono moltissimi i saggi che mettevano in guardia contro il potere immenso che i media possono avere ( a cominciare da "I persuasori occulti" che è stato pubblicato nel 1958.
O che dire della fascetta che era stata messa sull’edizione di "1984" di Orwell (questo è il primo vero Grande Fratello).Si,ma in Italia non siamo da sempre gli ultimi nelle classifiche di lettura dei libri? Non credo che in Italia esista un problema politico,visto che abbiamo dato alla parola politica,quantomeno nel senso comune,un significato totalmente diverso da quello di "arte del governo".
Volevamo l’antipolitica,e l’abbiamo avuta,consciamente o inconsciamente,non sappiamo stare senza un "uomo della provvidenza."

Non credo che per la censura su "Anno zero" si solleveranno le masse,ma se saltasse la partita di calcio,allora si che ci sarebbe la rivolta!
E poi sono giorni che una domanda mi ronza nella testa: ma chissà se tra quelli che qualche anno fà tiravano le monetine davanti all’Hotel Rahphael al grido di "Bettino vuoi pure queste?",c’è qualcuno che adesso si è ricreduto,ed è andato non a Canossa,ma ad Arcore? E la cosiddetta sinistra,vuole cercare di uscire dall’ovile,o vuole continuare in eterno a proporci una copia malriuscita delle politiche della destra?

Ps: Si tranquilizzino i soliti benpensanti che  solitamente scrivono sia  qui,sia sul quotidiano storico di Varese,sono il primo ad essere convinto che questa classe politica durerà in eterno.
  Ogni paese esprime quello che più profondamente è nel suo sentire comune,e noi abbiamo studiato a scuola Guicciardini  (lo proprio particulare,che meraviglia!). Visto che al giorno d’oggi è pericoloso esercitare il diritto di critica,invito qualche benpensante di buon cuore ad offrirmi la possibilità di emigrare in un paese civile,prima del ripristino dei manganelli,e dei confini.
Il mio ultimo pensiero lo rivolgo ai terremotati dell’Abruzzo,a quelli che saranno seppelliti due volte,prima dalla sabbia di mare con cui erano costruite le loro case,e poi dalla sabbia che abbondantemente verrà gettata sopra alle inchieste,appunto per insabbiarle.
Possiate riposare in pace,e se potete aiutateci.
 
Mauro Icardi

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