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Chi teme le parole di Bossi?

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4 ottobre 2007

Egregio Direttore,
mi riferisco alla lettera del Sig Enea Bontempi citante le dichiarazioni di Bossi in merito alla ” guerra civile ” che il senatore proporrebbe usando il suo solito colorito linguaggio. E’ certo che ci vuole una buona dose di coraggio nell’affermare che Bossi voglia la guerra civile, e ci vuole anche una grande faccia tosta per credere o voler far credere che Bossi possa e voglia veramente trascinare le ” folle” del Nord in questa avventura. Siamo alle solite, quando i compagni rossi( o bianco-rossi )sono nella palta ,si attaccano alle polemiche + sterili e di parte pur di aizzare i loro accoliti e non farli pensare alle gravissime difficoltà che i loro governanti gli stanno procurando.
E’ altrettanto sicuro però che siano dei grossi esperti di guerra civile e non capisco xchè la temano ,visto che ci vogliono convincere che solo loro l’hanno combattuta e vinta senza alcun rispetto di coloro che al loro fianco l’hanno anch’essi vinta e combattuta, del resto tutta l’Europa dell’Est ne sà qualcosa
di guerre e rivoluzioni annegate nel sangue.
Questi signori hanno inoltre grossa esperienza anche nelle lotte armate contro i padroni,quindi non c’è bisogno che un ministro di sinistra si alzi e dichiari guerra , l’hanno già fatta negli anni passati,sanno bene come si fà.
Infine , ma perchè al posto di preoccuparsi di quanto dice Bossi ai suoi padani, ai suoi veneti, il Sig Elia non si preoccupa degli effetti disastrosi delle ultime decisioni che i suoi ministri stanno prendendo in materia fiscale, economica, sociale e ,queste sì che ci costringeranno a fare una guerra civile x sopravvivere, e cioè una guerra tra poveri, allora sì devastante e cruenta.
Con stima ed affetto.

B. Vigoni

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