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I probelmi dell’Italia restano

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8 novembre 2008

Caro direttore,
posso capire la signora Roberta che “si è rotta” dello spazio dato alla gaffe del nostro presidente del consiglio, quando come ci fa notare lei stessa i problemi dell’Italia restano tali, e nessuno fa niente per risolverli (tranne alcuni casi, vedi DL Gelmini, che li aggravano ulteriormente). Ma sinceramente è proprio questa la cosa che mi fa arrabbiare maggiormente: mentre, come dice lei, i dati ci confermano una crescita preoccupante della povertà, mentre la “riforma” della scuola con i suoi annessi e connessi taglia i fondi all’istruzione pubblica e prende provvedimenti discriminatori nei confronti degli studenti stranieri, mentre non si vede all’orizzonte la tanto declamata riduzione delle tasse, vero cavallo di battaglia della campagna elettorale del PDL, mentre i debiti dell’Alitalia vengono smaltiti con i soldi dei contribuenti, mentre clochard e ragazzi che vendono le rose per strada sono trattati alla stregua dei criminali…ecco, mentre succede tutto questo, cosa fa il nostro presidente del consiglio? Tre cose fondamentali:
1)Prende provvedimenti per salvare se stesso e i propri cari da quella che lui definisce “persecuzione dei magistrati rossi”: vergognose leggi personalistiche che in qualunque altro paese democratico sarebbero state salutate a suon di insurrezioni popolari (esagero volutamente, ma è per dare un’idea di come altrove questi non sarebbero mai stati accettati);
2)Predica ottimismo, con quel sorriso a trentadue denti sempre stampato in faccia, e con un suo senatore (quel fenomeno giudiziario di Dell’Utri) che attacca lo stile eccessivamente “dark” e diffusore di negatività del TG3: ma come si fa a essere ottimisti con i problemi sopra elencati?
3)E soprattutto, invece di darsi da fare per prendere dei provvedimenti che tentino quantomeno di risolvere una parte di quelle drammatiche questioni, si lascia andare a siparietti e battute di pessimo gusto, calamitando così l’attenzione su di esse, in modo che vengano messi in secondo piani i veri problemi del Paese, problemi che questo governo, per ora, non è stato assolutamente in grado di risolvere, quando non li ha aggravati.
Sì, cara signora, ha pienamente ragione: abbiamo un esecutivo più inetto dei personaggi sveviani e stiamo qui a discutere sui capolavori oratori del premier, mentre all’estero, data la considerazione “enorme” di cui gode, nessuno lo prende più sul serio? Anzi, le dirò, chiedo scusa io stesso per aver accennato, nella mia precedente lettera, alla vergognosa battuta di Berlusconi. Ma ora torniamo a discutere di Italia, per favore.
Cordiali saluti

Marco Regazzoni

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