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Mi auguro che Beppe Grillo non segua le orme di Di Pietro

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3 novembre 2012

Egregio Direttore,

stiamo purtroppo assistendo all’inglorioso declino di un partito in cui molti Italiani avevano riposto una qualche speranza. Mi riferisco all’I.D.V. di ANTONIO DI PIETRO che, essendo indissolubilmente legato alla sua immagine, quando questa si appanna rischia di dissolversi. Lo testimoniano le prese di distanza dal “capo” dei suoi fedelissimi On. Donadi e Belisario, che penso siano persone pulite, tenuti per anni all’oscuro della gestione “familistica” dei cospicui fondi dei “rimborsi elettorali” del partito, finiti in una miriade di operazioni immobiliari personali.

Ma se cade una Star, per fortuna un’altra ne nasce e brilla sopra l’orizzonte nel bel cielo d’Italia, quella di BEPPE GRILLO, il nuovo ciclone che sta sconquassando la vetusta politica italiana. Se il buon giorno si vede dal mattino, come recita il proverbio, mi sembra un buon segnale. Perché occorreva una ventata di aria fresca che smuovesse la palude stagnante in cui vivacchiano e gracidano tanti ranocchi.

Che Di Pietro non fosse una perla e non fosse all’altezza del compito che si era prefisso modestamente io l’avevo capito da un pezzo, fin dalle elezioni comunali di Varese del 2003 che mi videro candidato nella sua lista “indipendente”, all’ultimo momento vergognosamente confluita nel calderone dei partiti della sinistra (probabilmente per un diktat venuto dall’alto, ma non me ne fu mai chiarito il vero motivo). Ed anche la recluta di tanti lacché pedissequamente ossequienti ai suoi ordini mi aveva lasciato molti dubbi, come pure la posizione critica dell’on. Veltri che già allora si era dissociato da Di Pietro. Infatti subito dopo quelle elezioni me ne uscii schifato per il modo antidemocratico e verticistico con cui si gestiva il partito. Per cui non mi meraviglio di come poi sono andate le cose, pur non sospettando nulla circa la allegra e personalistica gestione dei fondi elettorali del suo partito.

Questo capita purtroppo quando una qualsiasi organizzazione, anche non politica, cade sotto le mani di una sola persona o di una ristretta cricca di consociati. Mi auguro che Beppe Grillo non ne segua le orme, perché se anche le idee sono buone (come sembravano essere inizialmente quelle di Di Pietro) alla fine non prevalga quell’arroganza presuntuosa e quel delirio di onnipotenza che hanno caratterizzato il “regime” dipietrista. Finora questo non pare, certo che il “rischio” c’è e non lo si può escludere.

Grazie dell’ospitalità

Giovanni Dotti

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