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Non lamentatevi, Varese è meglio di Roma

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6 settembre 2006

Cara redazione,
è tanto che volevo scrivervi perchè il mio punto di vista è moolto particolare. Sono di Roma!
In effetti vivevo nella campagna a sud di Roma, che ormai è solo un dormitorio, iniziative zero, verde e vivibilità annullate dall’avanzare della cementificazione pesante. Chi vuole fare “qualcosa” deve sciropparsi il traffico della Capitale e “inventarsi” un parcheggio.
Vivo da tre anni a Varese e personalmente la trovo adorabile,vivibile e in piena sintonia con il mio amore per lo sport e la natura. Non riesco a pensare a nessun posto nel mio luogo d’origine dove si possa pedalare per 30km su pista ciclabile, in mezzo ai boschi, indisturbati (o quasi!).
Leggendo l’articolo sopraindicato mi sono perfettamente ritrovata nel pensiero “del Caccianiga”.
Io,per carattere,non sopporto il lamento,ancor più quando non ha motivo di esistere. Non ricordo un giorno in tre anni SENZA aver sentito qualcuno lamentarsi!!! Sembra non funzioni proprio niente,dalla scuola alla viabilità,dai locali casinisti agli eventi musicali,addirittura ci si riunisce per colpevolizzare. Il mio condominio,ad esempio, è piccolo e giovane,ma non per questo immune dal “lamento”. Ormai è una caratterialità acquisita e dilagante!
Visto oggettivamente(quindi da chi come me, ne è abbastanza immune!), Il lamento quando viene espresso si ferma lì, immobile e pesante nella sua acidità cronica, non si evolve in niente,non risolve,non trova soluzioni, non è neanche discussione, è solo passività.
Non mi ero mai ritrovata ad analizzare un fenomeno così particolare e mi sento un’aliena, perchè ogni momento di svago che vivo me lo godo, perché se c’è un problema và risolto e basta,perché qui si vive bene, perché se i ragazzini fanno casino,alla loro età l’ho fatto anch’io! Ma tutto questo è normale…o no?

Concludo raccontandovi un episodio avvenuto domenica sulla pista ciclabile intorno al lago di Varese.
Un signore in bici si ferma davanti a noi (io e il mio fidanzato) per aspettare gli amici e dice (con tono infastidito, ovviamente!):
“Questa pista ciclabile….tsè, troppa gente,troppo traffico,tutti maleducati, dovrebbero dedicarla solo ai pedoni”…
Arrivati gli amici se n’è andato pedalando placidamente, quasi come sela sua epressione fosse incondizionata, o forse una sorta di “saluto” varesino!

Inutile dire che la pista ciclabile era VUOTA.

Saluti affettuosi

Trocchi Tiziana

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