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Sono uno studente deluso e impaurito

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24 novembre 2012

Mi chiamo Edoardo Contini e sono uno dei rappresentanti degli studenti del Liceo Scientifico Galileo Ferraris di Varese. Scrivo nella speranza che questa lettera possa essere resa pubblica al fine di far conoscere, come portavoce di un pensiero comune a tutti gli studenti del Liceo a cui appartengo, il sentimento di delusione e disappunto che l’atteggiamento di chi ci governa manifesta, ormai da anni, nei confronti della scuola .
In data 24 novembre 2012 gli studenti dell’Istituto si rifiuteranno di seguire le lezioni durante la mattinata, rimanendo comunque a scuola per uno studio individuale. Questa azione, che pur sarà intrapresa da parte nostra in seguito alla decisione assunta oggi pomeriggio dal collegio dei docenti di sospendere le gite, di annullare il ricevimento generale di Aprile e di interrompere la compilazione del registro elettronico, non è assolutamente mirata, ci tengo a sottolinearlo, ad una protesta contro l’amministrazione del nostro Istituto o contro i nostri insegnati. Fino ad oggi gli studenti del liceo Ferraris non hanno partecipato alle manifestazioni che si sono diffuse in tutta la provincia e in tutta Italia perchè l’istituto era riuscito lodevolmente a mantenere una situazione di equilibrio e a garantirci tutti i servizi previsti. Sappiamo benissimo che i nostri insegnanti sono nella nostra stessa situazione e che il loro rifiuto a fornirci determinati servizi è una conseguenza resa necessaria da provvedimenti esterni: la nostra intenzione è, infatti, quella di affiancarci a loro nella presa di posizione che hanno assunto questo pomeriggio, sperando, nel nostro piccolo, di dare visibilità al problema.
La nostra società, ormai è innegabile, è caratterizzata da una decadenza morale che crea vergogna in tutto il mondo: la soluzione alla situazione in cui ci troviamo, a prescindere da quelle economico-finanziare, risiede nell’educazione di una generazione di cittadini che, un giorno, sarà in grado di consegnare ai propri figli un paese migliore di quello che hanno ricevuto dai loro genitori, cosa che , mi duole dirlo, gli adulti di oggi non sono stati in grado di fare.
La qualità dei nostri istituti è forse rimasta una delle poche cose di cui l’Italia si può ancora vantare e noi sentiamo che l’atteggiamento delle Istituzioni politiche nei confronti della scuola sta mettendo a rischio l’efficienza e il primato del sistema scolastico italiano.
La nostra protesta non è, dunque, mirata alla nostra singola situazione o a rivendicazioni legate al nostro singolo istituto: è, piuttosto, l’espressione del disappunto nei confronti dell’atteggiamento adottato contro la scuola e della paura di subire penalizzazioni che influiranno sul nostro percorso di studi e di formazione e, quindi, sul nostro futuro: E questa paura è determinata da minacce quanto mai reali.
Spero che chi legga questa lettera possa comprendere meglio le motivazioni della nostra protesta e, immedesimandosi nella nostra condizione, sia sensibilizzato e si fermi a riflettere su quanto sta accadendo.

Ringrazio per l’attenzione e per la disponibilità
Cordiali saluti

Uno studente deluso e impaurito

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