Pin Girometta: una maschera nostrana
Dal 1956 Varese ha la sua maschera ufficiale nata dalla fantasia di Giuseppe Talamoni
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Giacca verde scuro con profili rossi, pantaloni neri di velluto, calze a righe e cappello nero! È questo il ritratto della maschera varesina, che dal 1956 rappresenta la città giardino nell’elenco delle maschere nazionali. Nata dalla estrosa fantasia del pittore Giuseppe Talamoni, Pin Girometta fa ormai parte del bagaglio culturale e tradizionale di Varese. Pin, ovvero Giuseppin, vendeva per cascine ed abitazioni spille, bottoni, aghi e spille e in occasione dei suoi frequenti pellegrinaggi a Sacro Monte distribuiva anche le "giromette". Questi portafortuna fatti di pane azzimo, ornati di piume, frammenti di specchi e nastri colorati, rappresentavano bambini, guerrieri e santi, ed una volta benedetti al santuario, venivano custoditi per tutto l’anno sopra al camino di casa. Nel 1956 la Famiglia Bosina bandì un concorso per dare a Varese la sua maschera ufficiale e la gara fu vinta proprio dal professore Giuseppe Talamoni, pittore e poeta. Da allora il Pin Girometta rappresenta Varese nei carnevali di tutta Italia. Con questo lavoro Pin Girometta faceva discreti affari ed era ricordato dai suoi clienti come un «bon omett». |
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