“Signor Sindaco, vi regalo 50 opere di Guttuso”
Anonimo donatore offre alla città un museo”chiavi in mano” dedicato al maestro di Bagheria
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A pochi mesi dall’apertura al pubblico della collezione Panza, un’altra ingente donazione artistica potrebbe bussare alle porte della città. Ieri pomeriggio a Palazzo Estense un imprenditore ha messo sul tavolo del sindaco Fumagalli la seguente proposta: offrire “gratis” alla città circa 50 opere di Renato Guttuso più una struttura nella quale ospitarle; il tutto solo in cambio di un terreno sul quale realizzare il nuovo museo. Da mesi erano in corso “abboccamenti” tra l’imprenditore (di cui non è stata rivelata l’identità, si tratterebbe comunque di un industriale non noto al grande pubblico) e la giunta cittadina per sondare le possibilità che la trattativa giungesse a buon fine. Ieri Fumagalli e il misterioso donatore si sarebbero lasciati con un impegno: rivedersi subito dopo Pasqua, quando il Comune avrà formulato una proposta su dove collocare le opere. Il dialogo comunque appare ormai incardinato e ci sarebbe la reciproca volontà di non perdere l’occasione di incrementare il patrimonio artistico pubblico di Varese. Da quel che si è saputo il donatore ha coltivato per anni un autentico culto per il maestro di Bagheria e suo desiderio sarebbe che l’opera di Guttuso venisse divulgata e studiata il più possibile; da qui è nata la volontà di mettere a disposizione del pubblico almeno una parte della collezione. Va ricordato che Guttuso ebbe un legame saldo con Varese, avendo trascorso a Velate gli ultimi anni della sua vita. Lui stesso, prima di morire, aveva espresso la volontà di donare il suo atelier e un buon numero di quadri alla città; purtroppo morì prima di riuscire a perfezionare questo suo atto di liberalità e la proposta si perse nella lite giudiziaria nata in seguito all’eredità di cui beneficiò il figlio adottivo del pittore, Fabio Carapezza. Quel conto di affetti non saldato tra la città e l’artista ritorna ora a galla attraverso l’offerta dell’anonimo “mister X”. |
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