“Al teatrino del popolo un centro di cultura. La Cgil si adegui”
L'amministrazione irremovibile: "La ristrutturazione complessiva dello stabile é un'esigenza inderogabile"
Riceviamo e pubblichiamo
Sulla vicenda del Teatro del Popolo, l’Amministrazione Comunale di Gallarate ritiene opportuno comunicare alcune importanti precisazioni. A farsene portavoce è il vicesindaco Paolo Caravati, che nel 1998, come consigliere comunale, assieme al consigliere regionale Massimo Buscemi, aveva iniziato a seguire in prima persona l’argomento. Nel 1998, appunto, si decise il recupero del Teatro del Popolo come primo passo per la costruzione di un polo culturale per Gallarate.
L’idea era stata condivisa dall’Amministrazione Comunale ed erano iniziate le pratiche relative al progetto di ristrutturazione, al reperimento dei fondi e alla sistemazione degli inquilini che occupavano la struttura. La progettazione era stata affidata all’Ufficio Tecnico Comunale, per quanto riguarda invece il reperimento dei fondi era stata inoltrata una domanda di Frisl per circa 700 milioni di lire, mentre la restante parte, per una cifra analoga, sarebbe stata finanziata direttamente dal Comune. Infine, i Servizi Sociali comunali sono intervenuti nei confronti degli inquilini per trovare loro una nuova sistemazione abitativa. "Anche la Cgil – spiega il vicesindaco Paolo Caravati – è stata naturalmente avvertita fin dal 1998 delle intenzioni del Comune. Io stesso avevo parlato con il responsabile gallaratese della Cgil ribadendo che l’obiettivo dell’Amministrazione Comunale era quello di ristrutturare tutto lo stabile, per cui era necessario liberare i locali". Una svolta nella vicenda è arrivata alla fine del 2000, quando, grazie all’interessamento dei parlamentari gallaratesi, il Comune di Gallarate ha ottenuto un finanziamento statale di un miliardo di lire, considerando il Teatro del Popolo un bene di valenza storica, sociale e culturale, e ritenendo dunque importante la sua ristrutturazione come voluta dal Comune. "Il Teatro del Popolo – prosegue Caravati – è di proprietà del Comune di Gallarate, unico ente che può dunque decidere la destinazione che questo immobile dovrà avere. E la destinazione decisa rientra in un’ottica di usufruibilità da parte di tutti i cittadini. Riteniamo infatti che il Teatro del Popolo sia un bene di tutti i Gallaratesi e che debba essere utilizzata da tutti i cittadini, non solo da una parte di essi. Con questo non intendo certo dire che da parte dell’Amministrazione Comunale ci sia l’intenzione di costruire barricate ideologiche, anzi; riteniamo piuttosto che la ristrutturazione complessiva del Teatro del Popolo sia un’esigenza culturale inderogabile per la città". L’Amministrazione Comunale vuole fare del Teatro del Popolo un centro di cultura basato su rappresentazioni teatrali, musicali, cinematografiche, e un luogo di insegnamento di arti visive. "Da qui – spiega ancora Caravati – la necessità di ritornare in possesso di tutto lo stabile e non solo di una parte di esso, così come invece vorrebbe la Cgil. Non ha senso concedere locali inseriti in un’ala dell’immobile. Ma sono convinto che la Cgil non debba sostenere alcun sacrificio per la propria storia e i propri iscritti trasferendosi in un’altra sede: ho già tra l’altro espresso tutti questi concetti per ben due volte alla segretaria provinciale della Cgil stessa, e l’Amministrazione Comunale ha offerto soluzioni per sedi alternative che potessero essere funzionali al servizio prestato dal sindacato nella stessa misura in cui lo è la sede al Teatro del Popolo. Come Comune di Gallarate non abbiamo altri luoghi da offrire. E non possiamo rinunciare all’importante contributo di un miliardo di lire offertoci dallo Stato. L’occasione culturale che viene offerta a Gallarate non può essere messa da parte solo per questioni di rigidità e di pregiudizio".
Nella seduta di Giunta di lunedì 8 ottobre 2001, l’Esecutivo gallaratese ha adottato alcune interessanti delibere e assunto decisioni di indirizzo da sviluppare.
Tra le delibere spicca quella tesa a riorganizzare l’Ufficio Tecnico comunale. L’obiettivo è quello di poter garantire il rispetto della tempistica di realizzazione di tutti i lavori programmati.
La Giunta si è poi indirizzata per l’acquisto di un immobile attiguo a quello che ospita l’Ufficio Anagrafe a Palazzo Broletto. Tale acquisizione rientra in un discorso di necessità di ampliamento degli spazi comunali.
Si è inoltre determinato l’affidamento all’Ica del servizio di riscossione dell’imposta sulla pubblicità e sulle affissioni per cinque anni. L’accordo, che dovrà essere successivamente deliberato, prevede che la società fornisca al Comune di Gallarate semiportali e giornali luminosi per le circoscrizioni
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