“Il Politeama Varesino e Cleopatra Litz”
29 Settembre 2026
Egregio Direttore,
il 1964 fu un significativo anno di turbamenti e di pulsanti agitazioni , nella cornice degli abnormi rallentamenti che si verificavano regolarmente nei pressi del cinema Politeama, anche perchè il cinema si ama o non si ama.
Il fatto è che la locandina di Cleopatra , interpretata dalla avvenente Elizabeth Taylor (nella foto – da Wikipedia), risultava una sorta di polo magnetico pronto a immobilizzare il gruppetto della Silvio Pellico , grosso modo imparentandolo con “Le mie Prigioni” , se non altro per il brusco arresto.
Il Luigi cominciava a scuotersi in un anomalo tip tap a prova di zainetto e il Mario fumava sotto la cuffia arcobaleno , conferendo alle sue gote una passata di color paonazzo ,tendente al viola quaresimale. Quanto al sottoscritto , immaginando una trafficata camera che pullulava di ventagli con piume di struzzo, il moto del deglutire si sedimentava, come il limo del Nilo.
Rammento un inverno alquanto rigido e l’omino delle caldarroste modellava con incredibile perizia i coni di carta, sino a trasformarli in piramidi : Cheope, Chefren e Micerino covavano mondelle nell’algido mattino.
Coreografia varesina a parte, la regina d’Egitto fluttuava leggera nella sua vasca – piscina e le ancelle direzionavano verso di lei barchette dorate colme di essenze , presumibilmente sponsorizzate dalla Century Fox.
Noi sbirciavamo sotto la azzurrata linea orizzontale dell’acqua e la locandina assumeva la dimensione del poster delle fregole.
” Si vede e non si vede” chiosava il Luigi,indaginoso.
” Vede chi ci crede” replicava il Mario , piamente fiducioso.
Poi tutti a correre, sfidando il ghiaccio e le irregolarità brinate del marciapiede forse già calcato dai calzari di Marco Antonio.
In aula i termosifoni roventi diventavano Sfingi mentre il professore di Italiano scorreva il registro, con una penna a forma di aspide dispettosa.
Oggi interroghiamo…
Intanto sognavo una comoda poltrona nel salone del Politeama , seguendo in tralice la maschera che vezzeggiava la sua pila , quasi fosse uno scarabeo sacro.
L’amuleto portafortuna , legato al movimento del sole e all’ancheggiare della Liz.
CARLO CAVALLI.



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