Dalla “Morandi” un altro no al piano di verticalizzazione
Dal primo circolo didattico arrivano tre documenti
Il consiglio del primo Circolo didattico aperto al pubblico, che si è svolto ieri alla scuola Morandi di Varese, ha fatto emergere ancora una volta il forte dissenso di docenti e genitori sulla nuova proposta di accorpamento delle scuole presentato dalla Lega. Il Consiglio di circolo era al gran completo, ma la presenza dei genitori piuttosto scarsa, vuoi per la poca informazione, lamentata da qualcuno, vuoi per il disinteresse verso una vicenda alquanto complessa e poco chiara. Risultato della serata: la formulazione di ben tre documenti ufficiali, uno del Consiglio di circolo, uno del Consiglio dei docenti e un appello da parte dei genitori, che verranno inviati contemporaneamente al Sindaco, all’assessore ai Servizi Educativi, al consigliere comunale Alessandra Bortolon e al Provveditore agli Studi.
Nel documento sottoscritto dai membri del Consiglio del primo circolo didattico si ribadisce il dissenso per la realizzazione di un futuro circolo (il 7°) privo di verticalizzazione, cioè senza media di riferimento e quindi penalizzato rispetto agli altri, e si chiede che "vengano garantite a tutte le scuole pari opportunità didattiche, metodologiche e organizzative".
Mentre le preoccupazioni da parte dei genitori sulla nuova verticalizzazione della Lega sono rivolte soprattutto a possibili future disfunzioni delle scuole dal punto di vista organizzativo e dei servizi: "La proposta di razionalizzazione della rete scolastica varesina – si legge nel documento sottoscritto dai genitori del primo circolo – probabilmente provocherà varie disfunzioni per noi ed i nostri figli quali cambi di orario, cambi di docenti e minori finanziamenti alle scuole".
Per fare sentire maggiormente la propria voce, l’appello che i genitori lanciano a tutti gli interessati alla vicenda è di essere presenti al prossimo consiglio comunale, il 25 febbraio 2001 alle ore 21, nel maggior numero possibile, per esprimere nei modi consentiti il proprio dissenso al nuovo piano di riordino delle scuole.
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