Una ricerca storica sul passo del Lucomagno
Varese - L'iniziativa parte dall'associazione "Amici della badia di san Gemolo di Ganna". Tra le attività concerti, seminari e conferenze, musica antica e vetrina per giovani concertisti
L’associazione “Amici della Badia di San Gemolo di Ganna”, nell’Alto Varesotto collaborerà con la Fondazione ticinese Uomo e Natura nel progetto di ricerca storica sul passo del Lucomagno, progetto che ha recentemente ricevuto il sostegno finanziario anche dal governo federale svizzero.
La notizia è stata comunicata ieri, a Villa Recalcati di Varese da Luigi Zanzi, nel corso di una conferenza stampa dell’assessore provinciale alla cultura, Cristina Scolari.
L’incontro è servito per illustrare il ricco programma culturale che da qui alla metà di dicembre si svolgerà proprio nell’antica abbazia restituita al suo antico splendore.
Il motivo che ha spinto a ricercare la cooperazione dell’ente varesotto affonda le radici nella storia. I monaci che qui s’insediarono a partire dall’XI secolo, estesero la loro influenza fino alla Leventina entrando in contatto con i confratelli che risiedevano nell’abbazia di Disentis-Mustér.
Il passo del Lucomagno era, con la via del San Bernardino, un asse vitale nel collegamento transalpino. I benedettini della Badia fortificata di Ganna erano responsabili della cura e della manutenzione del passaggio lungo il versante sud del passo, fino allo “scollinamento”: qui iniziava la giuridizione religioso-amministrativa di Disentis città con la quale i rapporti si mantennero costanti nell’arco del tempo.
Oggi l’indagine sulla storia del Lucomagno rispolvera quelle antiche relazioni in un programma – quello culturale che sarà ospitato in Badia fino alla fine dell’anno – ricco di spunti rilevanti.
Il calendario, realizzato dalla Provincia di Varese con l’Associazione amici della Badia di San Gemolo, è articolato in tre punti: concerti, seminari e conferenze, musica antica e vetrina per giovani concertisti.
Tutti gli incontri si svolgeranno in Badia “un luogo – ha ricordato Zanzi – che grazie a queste manifestazioni non è un semplice museo, ma è un monumento vivo”.
“Inserire i monumenti nella realtà quotidiana, individuare temi e argomenti culturali che si ricolleghino alla loro storia, significa restituire a queste testimonianze del passato un valore e un significato di rilievo” ha aggiunto l’assessore provinciale alla cultura Cristina Scolari.
Dopo l’inaugurazione del 3 marzo con il Coro Sette Laghi di Varese e con “I cantori delle cime” di Lugano, ci saranno altri 13 appuntamenti in Badia. Il prossimo è domenica 24 marzo alle 17 con il concerto dell’ensemble vocale “In canto” con musiche del rinascimento italiano e inglese.
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