Inizia il processo per l’operaio che rischiò “lo strangolamento”

Un anno fa, un giovane operaio rimase impigliato con la sciarpa al nastro trasportatore che caricava i bagagli su un aereo. Chiamata in giudizio per il risarcimento danni la Sea

Accadde l’8 gennaio dello scorso anno. Davide Falzone, giovane operaio della Sea addetto al carico e scarico  bagagli, rimase impigliato con la sciarpa al nastro trasportatore che li stava caricando sull’aereo. Le sue condizioni apparvero da subito gravi: sintomi di asfissia  e trauma cranico. La procura di Busto Arsizio aprì un’inchiesta che si concluse con un rinvio a giudizio dei responsabili di settore, colpevoli, secondo l’ipotesi formulata dalla pubblica accusa, di non aver impedito il verificarsi dell’incidente.
A distanza di un anno è iniziato questa settimana il processo davanti al  tribunale di Gallarate, dove il giovane operaio si è costituito parte civile, citando la Sea, di cui era dipendente, quale responsabile civile, per ottenere il risarcimento in caso di condanna.
Davide Falzone avrebbe riportato gravi conseguenze da quell’incidente, con il 25 per cento di inabilità permanente dovuta alla distorsione del rachide cervicale, oltre a 120 giorni di inabilità temporanea. 

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Pubblicato il 17 Aprile 2002
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