Anziani soli in casa rapinati della pensione
Orino – Sfondata a calci la porta in piena notte. Gli anziani, in lacrime, tranquillizzati dai carabinieri fino al mattino
Un brutto fatto di cronaca è avvenuto ai danni di due anziani residenti a Orino, piccolo centro della Valcuvia. Nelle prime ore di oggi, primo di aprile, un malvivente si è introdotto nell’abitazione abitata da due pensionati, marito e moglie, 74 anni lui e 84 lei, sfondando la porta. In quel momento – erano circa le 2 – l’anziano era sveglio per assumere dei farmaci e d’improvviso s’è visto sfondare con un calcio la porta; dal nulla è sbucato un rapinatore armato di cacciavite, che ha minacciato di usarlo contro il pensionato se non gli avesse consegnato i contanti presenti in casa. Per fortuna gli anziani avevano al momento della rapina solo cento euro, che sono stati prontamente intascati dal malvivente, fuggito subito dopo a bordo di un’auto, forse atteso da un complice. I due anziani, sotto choc, hanno avvertito i carabinieri che sono giunti sul posto in forze dopo pochi minuti. Secondo i militari, chi ha orchestrato la rapina non credeva di trovarsi di fronte qualcuno, altrimenti non si spiegherebbe l’irruzione nel piccolissimo appartamento di via San Lorenzo, la strada che congiunge il cimitero col centro del paese. La deduzione dei militari si fonda infatti su un particolare: l’abitazione dove risiedono i due anziani è situata in una palazzina abitata nei weekend e d’estate da villeggianti; è probabile che un furto mal organizzato si sia quindi trasformato in rapina. I due anziani vivono a Orino da circa vent’anni e mai hanno subito episodi di questo genere. Sul luogo della rapina s’è recato nelle prime ore del mattino anche il comandante della compagnia di Luino, il tenente Marco Pettinato, che ha aiutato gli anziani in lacrime a riprendersi dalla brutta avventura. Subito sono scattate le ricerche. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri, il rapinatore ha agito a volto scoperto e dall’accento sembra essere di origine maghrebina.
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