13 giugno 2003: tutto è pronto per l’arrivo del dottor Bruce Banner. E sarà passione assoluta. I ragazzini (ma quelli giovani, giovani) forse neppure sanno chi è il dottor Banner ma non possono non aver sentito parlare dell’incredibile Hulk. Venerdì 13 giugno il videogioco sbarcherà in Italia e a fine agosto arriverà il film. Dopo di che sarà Hulk-mania, perché ogni genere di gadget è pronto sulla piattaforma di lancio. Cartelle, quaderni, zaini, pupazzi, giochi di ogni genere.
E in Italia Hulk ha degli alleati molto forti: quindici giovani dinamici che da Varese avranno il compito di "piazzare" Hulk in ogni angolo del nostro Paese, isole comprese. A Varese, infatti, ha sede l’unica filiale italiana della Vivendi Universal Publishing. Solo che la sua presenza è più che discreta a cominciare dalla sede, una villa Liberty in via Solferino, una trasversale di via Copelli. All’ingresso, tra pavimenti di marmo rosa, scale di pietra e finestre di vetro finemente lavorate, c’è un mostro alto due metri con armatura e clava. Apparentemente non c’entra nulla, invece è la sintesi perfetta di due mondi che a Varese sono entrati in collisione e si sono fusi. La Vivendi Universal, che ha sede a Parigi ma filiali in tutto il mondo, è conosciuta sì per i suoi videogiochi ma anche e soprattutto come Universal Picture, una delle major di produzione di film tra le più famose al mondo. Ma la Vivendi, che possiede e gestisce Canal +, comprende anche la Vivendi Universal Entertainment ed ha diramazioni nella musica e nella telecomunicazione. In Italia, o meglio a Varese, la Vivendi è arrivata due anni fa e in poco tempo ha moltiplicato per sei il fatturato. «La scelta di venire a Varese non è certo casuale – spiega l’amministratore delegato per l’Italia Benoit Boutte, francese che a Varese vive con moglie e due figli. La prima ragione è che Varese è una bella città, facile da raggiungere, vicino all’autostrada e all’aeroporto. E l’altra ragione è che qui ha sede una delle più grandi aziende di distribuzione di videogiochi della provincia, la Leader di Gazzada, alla quale ci appoggiamo per distribuire i nostri prodotti; a questo si aggiunge il fatto che non avendo uno spazio ampio da adibire a magazzino, sfruttiamo il loro». Varese e la nostra provincia si confermano, insomma, una piccola Silicon Valley in crescita. «Forse i varesini non se ne rendono conto – dice ancora Benoit Boutte, ma questo è un settore in forte espansione; anche noi stiamo cercando giovani laureati disposti a lavorare con noi. E’ un mercato dinamico, che dà moltissime soddisfazioni. La filiale italiana della Vivendi ha quindici dipendenti e forse arriveremo a venti».
«Certo la nostra resterà una filiale "snella", preferiamo affidarci a partner forti che ci forniscano i servizi ma ciò non toglie che la nostra attenzione alla realtà locale sia altissima». Un po’ più distratti i varesini, invece, che non sanno che il quartier generale del potente mondo dei videogiochi è proprio in casa loro. «Siamo noi a decidere quali dei videogiochi prodotti dalla Vivendi Universal Puplishing debba essere "editato" in Italia – spiega Simone Isella, communications manager. Cerchiamo di captare gli umori del mercato e decidiamo i numeri, le quantità e il tipo di titolo che meglio si adatta al nostro Paese. Produciamo per Pc e per tutte le console di nuova generazione quindi Ps2, Xbox, Gamcube, Gameboy Advance». Un’area molto ampia e sviluppata della Vivendi varesina è dedicata ai videogiochi per bambini: «Un settore affascinante e allo stesso tempo molto difficile – spiega Stefania Vanerio, senior product manager – Mentre i ragazzi restano subito affascinati da un videogame, per i bambini è un po’ diverso. Prima bisogna conquistare il negoziante, poi i genitori. Funziona molto bene la linea "So di più", avventure interattive studiate per i più piccoli e che aiutano ad imparare giocando. Ma per alcuni titoli la strada è tutta in discesa perché il personaggio che fa da traino è conosciuto e amato dalle giovani generazioni: è il caso di "Barbie", un vero best seller». Da Barbie a Hulk il passo, non sembra, ma è breve. Se la passione si è affievolita basta poco per attizzarla di nuovo: per esempio un film e un videogioco.
|
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.