Un coro di no alle scelte del Comune sull’ufficio stranieri

Le forze politiche dell'opposizione criticano la decisione di tagliare il contratto con il dirigente Silvio Pieretti

«Pieretti non se ne deve andare». Più chiari di così non potevano essere. Ds, Margherita e Rifondazione comunista lo dicono a chiare lettere. «Silvio Pieretti, – afferma Oscar Bellosi, segretario cittadino di Rifondazione, in tutti questi annidi lavoro ha dimostrato una grande sensibilità gestendo una serie di pratiche, spesso complesse, che necessitano di competenze, e conoscenze delle normative, che gli stranieri solitamente non hanno. Così come ha garantito la collaborazione tra il Comune e le Associazioni degli stranieri, quelle di volontariato sociale ed i Sindacati. Non possiamo accettare che si tratti di problemi di bilancio».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Emiliano Cacioppo, capogruppo Ds in Consiglio comunale. «Sollevare una questione economica per la situazione di Pieretti è davvero risibile. Non è una questione di semplici opinioni personali, basta leggere il bilancio. Quest’anno solo per funzioni legate al Sindaco si spenderanno 130mila euro in più della scorsa gestione. Due assessori e potenziamento della segreteria di Fumagalli costeranno tanto. Allora come si fa  adire che si vuole risparmiare? In verità c’è una chiara volontà di ridurre ogni impegno nei confronti degli immigrati. Bossi lo dice a Roma e lo fa praticare a Varese. Chiediamo subito la convocazione di una commissione servizi sociali a cui sarebbe bene partecipasse anche l’assessore al bilancio Soletta. La decisione di mandare via Pieretti va rivista e vanno trovate tutte le soluzioni necessarie».
Alessandro Alfieri, della Margherita, batte ancora sulla questione politica. «Non credo che sia un caso che appena Bossi attacca una politica di attenzione agli immigrati a Varese si mette in atto un provvedimento come quello su Pieretti. Non si tiri fuori la storia dei risparmi perché questa Giunta quando vuole i soldi li trova subito.  Toccare un settore delicatissimo come l’ufficio stranieri è una pura follia. Della Lega non mi stupisco più, mi domando come facciano i partiti alleati a stare in silenzio…».
Raimondo Fassa, capogruppo di VareseCittà ed ex sindaco, formula diverse domande all’amministrazione. «Che cosa si vuol fare di un servizio tanto delicato? Rinunciare a Pieretti vuol dire che hanno trovato qualcuno più bravo? Di fronte al lavoro di un funzionario così fedele e così attento ai bisogni della città mi domando perché rinunciare al suo contributo. Il mio ricordo di Pieretti è molto positivo. Una persona che non ha mai anteposto le sue idee ai problemi generali. Un funzionario fedele e molto competente. La sensazione vera è che ci troviamo di fronte a qualche alto esponente della maggioranza che vuole studiare da parlamentare e che per far carriera ha bisogno di mettersi in sempre migliore luce di fronte al proprio capo».
Roberto Molinari, capogruppo della Margherita, parla a nome del partito ed è altrettanto critico: «A lui (Pieretti ndr), innanzitutto, va la nostra solidarietà e la nostra stima per come ha sempre gestito questo ufficio e svolto il suo delicatissimo lavoro: con competenza ed onestà integerrima. Un galantuomo e un servitore della "cosa pubblica" come pochi.
Siamo, tuttavia, estremamente preoccupati per la "presunta" giustificazione dell’ allontanamento del dr. Pieretti: ragioni economiche. Appare al quanto strano che un Comune che spende in un anno euro a migliaia per la comunicazione del Sindaco, per aumentare il numero degli assessori, in consulenze ed in iniziative e manifestazioni quantomeno risibili, non sappia trovare i soldi per pagare lo stipendio ad un funzionario preziosissimo».

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Pubblicato il 19 Giugno 2003
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