«La polizia locale non funziona? Ne risponda Fumagalli»

Questione sicurezza e vigili: per l'opposizione il Sindaco non deve usare toni arroganti e trovare soluzioni utili alla città

Riceviamo e pubblichiamo
La vertenza che contrappone, da sei mesi, le lavoratrici ed i lavoratori della Polizia Locale e l’Amministrazione comunale ripropone il problema se la città di Varese sia uno dei comuni capoluogo della Repubblica italiana o un qualche feudo medievale, gestito da un signorotto e dai suoi fidi. Ancora una volta si pone il problema se si tratti di incapacità a gestire il rapporto coi dipendenti o se lo scontro in atto sia proprio il risultato voluto da un Sindaco attento più alla propria immagine e all’apparato che questa richiede, coi costi che comporta, che ai problemi reali della città e di chi per essa lavora.

Il mito e la promessa della sicurezza, su cui Fumagalli ha costruito la sua campagna elettorale e per cui ha fatto spendere più di 200’000 euro pubblici, sono oggi messi in discussione dalla banale constatazione che le famose telecamere, l’occhio del Sindaco sulla città, non sono poi così efficaci, non servono allo scopo presunto. Ed allora che fa il Sindaco, responsabile primo della Polizia Locale? Scarica la colpa sul funzionario e sui lavoratori, colpevoli di stare alle scrivanie, e informa la cittadinanza della sua "ira", mentre ribadisce la piena fiducia al "suo" comandante. Occorre ricordare che, secondo lo Statuto comunale, il comandante della Polizia locale è il Sindaco che si avvale di un dirigente incaricato, scelto direttamente da lui. Ê’ Fumagalli che politicamente deve rispondere, avendo anche trattenuto la delega alla sicurezza, sulle scelte fatte per il settore e sui risultati ottenuti o meno.

Non vogliamo entrare nel merito delle questioni della vertenza, compito dei rappresentanti scelti dai lavoratori, pur ribadendo la nostra attenzione e disponibilità al confronto se fosse ritenuto utile, e rifuggendo da qualunque ipotesi di strumentalizzazione.

Vogliamo, per senso di responsabilità istituzionale, invitare il Sindaco e la Giunta a dismettere toni ultimativi ed arroganti ed a focalizzare la loro attenzione sulla ricerca di soluzioni utili alla città. Al contrario, continuando su questa via vi é la certezza che l’opacità manifestata dalle telecamere si traduca nel simbolo di questa amministrazione, del che siamo da tempo convinti.

Roberto Molinari, Angelo Zappoli, Emiliano Cacioppo Capigruppo Margherita, Rifondazione Comunista, Democratici di Sinistra

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Pubblicato il 21 Agosto 2003
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