Scoperta organizzazione, vendeva false sanatorie
Procuravano documenti falsi ai cittadini extracomunitari che volevano regolarizzarsi. Otto persone denunciate con l'accusa di associazione per delinquere
| Cinque marocchini, tutti dipendenti dello stesso negozio di parrucchiere per donna. Una situazione insolita, che ha fatto scattare un’indagine della polizia. E così gli uomini della squadra mobile di Varese hanno scoperto un’organizzazione dedita alla falsificazione di documenti, venduti a caro prezzo a cittadini extracomunitari che volevano ottenere la sanatoria prevista dalla legge Bossi-Fini. L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Agostino Abate, ha coinvolto otto persone, tutte denunciate a piede libero con l’accusa di associazione per delinquere, estorsione, favoreggiamento nella permanenza di clandestini sul territorio italiano e falso documentale. Per ogni pratica gli extracomunitari pagavano fino a 1300 euro, a cui si aggiungeva il contributo di 800 euro per la sanatoria e di altri 200 per ottenere una busta paga falsa. Le società che offrivano copertura erano tre: oltre al negozio di parrucchiera, c’erano due imprese edili, una di Gemonio, l’altra di Cadegliano Viconago. Tutte erano munite di regolare partita iva e iscrizione al registro delle imprese, ma nessuna in realtà svolgeva attività economica. A tenere le fila dell’organizzazione erano due coniugi cinquantenni, residenti a Gemonio. La coppia, durante una perquisizione, è stata colta in flagrante mentre vendeva la documentazione falsa. Un giovane marocchino, invece, avrebbe fatto da intermediario con gli acquirenti. |
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