Una crisi storica per il Canton Ticino
L'esonero di Patrizia Pesenti, fatto sconosciuto nelle istituzioni elvetiche
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Da stamane, la politica ticinese conosce una nuova espressione: crisi di Governo. Crisi nel Governo della Repubblica e del Canton Ticino, per l’appunto: Patrizia Pesenti, consigliera di Stato con competenze su salute e socialità, è stata esonerata da quasi tutte le sue funzioni in seno all’Esecutivo per essersi rifiutata di sottoscrivere il Preventivo 2004 e, dunque, «per essere venuta meno ai principi della collegialità», come ha sottolineato immediatamente Marco Borradori, presidente del Governo. Dire che si tratta di un terremoto è poca cosa: quello della crisi di Governo è un evento di fatto sconosciuto nelle istituzioni elvetiche, proprio in ragione dell’attitudine (peraltro confermata anche nell’Esecutivo federale, dove vige la cosiddetta «formula magica» tra Destra, Centro e Sinistra) a stabilire un patto di cooperazione tra le forze politiche che conseguono un certo "quorum" alle elezioni. A memoria d’uomo, l’unico precedente consimile è riscontrato nelle vicende di Peter Aliesch, consigliere di Stato del Canton Grigioni, "congelato" dai suoi colleghi alcuni anni or sono. In quel caso, tuttavia, il problema riguardava una sospetta collusione – favori concessi ed accettazione di regali – con personaggi operanti nel mondo della finanza internazionale. Su un Preventivo certamente sgradito (è previsto un passivo pari a 276 milioni di franchi svizzeri, 180 milioni di euro all’incirca), invece, una crisi del Governo cantonale ticinese era inimmaginabile. Così come sono inimmaginabili le conseguenze di questo atto anche nell’immediato: l’Esecutivo è "saltato" ad urne aperte, proprio mentre vengono rinnovati i 2 rami del Parlamento federale. |
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