I fuochi d’artificio “accendono” il consiglio comunale
Approvata la variante che porta a un milione di metri quadri la zona industriale. La minoranza: «Previsto un deposito di esplosivi, è inaccettabile»
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I fuochi di artificio "accendono" il consiglio comunale. O meglio il punto "caldo" della seduta che si è svolta ieri sera è stata proprio la variante al piano regolatore per l’allargamento della zona industriale. Ampliamento del piano di insediamento produttivo (Pip) di 350 mila metri quadri, di cui 220 mila edificabili. Nel progetto è anche previsto l’insediamento di un deposito di fuochi di artificio. Ed è proprio a causa di questo insediamento che la variante ha trovato i pareri sfavorevoli di quasi tutta la minoranza. Nell’introduzione della variante l’assessore al commercio, Sergio Stevenzzi, ha illustrato le caratteristiche del progetto. «Si parla di un ampliamento dell’area pari a 350 mila metri quadri che si aggiungono ai già esistenti 650 mila – ha spiegato l’assessore -. Il piano di insediamento produttivo diventa così il più grande della provincia di Varese, divenendo un vero centro lavorativo situato lontano dal centro abitato e capace di ospitare numerose aziende, piccole e grandi. Questo ampliamento risolverà almeno in parte le richieste per l’insediamento delle nuove aree. Abbiamo già numerose richieste anche di aziende già esistenti nella zona industriale che, dopo anni di attività, necessitano di un ampliamento. Questo ingrandimento è un’opportunità sia per le nuove aziende sia per quelle vecchie. Valuteremo le domande». Ma la discussione si è accesa sulla previsione di un insediamento produttivo destinato a diventare un deposito di fuochi d’artificio. «Si prevede la costruzione di un deposito di esplosivi – spiega Tiziano Saporiti di Rifondazione comunista che si è dichiarato contrario al documento -. Il precedente sindaco Galli rifiutò nel ’96 tale insediamento. Oggi le scelte politiche si sono evidentemente modificate. Esprimo parere contrario all’insediamento sul territorio di Tradate di qualsiasi deposito di esplosivo. Tutto il progetto presentato, inoltre, richiede una valutazione di impatto ambientale». |
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