La Nastex anticipa i tempi, in ventuno a casa dal 1° agosto
Il sindacato Già venduto il capannone ad una ditta di Luino, l’azienda deve liberarlo entro il 1° di ottobre
Se qualcuno alla Nastex credeva che ci fosse ancora spazio per la trattativa e per il rilancio si è sbagliato di grosso, infatti a partire dal 1° agosto per ventuno operai non c’è più un futuro nell’azienda, le lettere di licenziamento sono state già stampate, alla Nastex rimarranno solo dieci lavoratori per sbrigare le ultime comande da smaltire. Lo ha annunciato Salvatore Della Rocca rappresentante della Cisl nella trattativa con la dirigenza della società fondata dalla famiglia Petrolo: «Non ci hanno lasciato nessuno spiraglio e nel giro di un mese, in una girandola di notizie date col contagocce, si è passati dalla mobilità fino a dicembre alla chiusura immediata dello stabilimento entro la fine di questo mese». Il capannone è stato già venduto ad una ditta di Luino e per i trentuno operai, riunitisi in assemblea oggi pomeriggio per capire quanto avrebbero ottenuto dalla mobilità, si aprono scenari di grande incertezza per loro stessi e per le rispettive famiglie in una zona che sta smantellando tutto il suo apparato industriale principalmente basato sul tessile. Sconcerto e amarezza hanno colpito soprattutto gli anziani che hanno vissuto un terzo degli ultimi trent’anni dentro le mura della Nastex. Dalla mediazione tra azienda e sindacati i lavoratori sono riusciti ad ottenere una parte delle quote di mobilità per tiare avanti nel periodo di disoccupazione che li aspetta dal mese prossimo: «Riuscire ad avere i soldi che ci spettano è stata un’altra impresa – ha spiegato Luca Larghi della Rsu – e alla fine ne abbiamo ottenuto solo una parte che per molti di noi sono indispensabili, in questo modo l’azienda ha cercato di risparmiare ancora sulla nostra pelle».
Si chiude il ciclo virtuoso durato un secolo dell’industria tessile nell’Alto Varesotto che aveva messo le radici vicino a fiumi e laghi e si chiude per la forte concorrenza delle nuove tigri dell’economia mondiale. Ma il vero problema del Luinese, ora, è la riconversione di un’intera economia che ha improvvisamente dovuto cambiare rotta senza in effetti sapere dove andare, proprio come i trentuno operai della Nastex.
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