Morte al lago, forse è suicidio
La donna viveva da sola e aveva già manifestato intenzioni di farla finita
Un biglietto di sola andata, da Milano per il lago Maggiore. Obliterato nella giornata di ieri. Per la donna trovata morta questa mattina sulla spiaggia di Porto Valtravaglia, l’ultimo viaggio è stato probabilmente fatto con la lucida determinazione di chi ha scelto il lago per trovare la pace. Il caso è chiuso, il mistero sciolto, dicono le autorità che hanno condotto le indagini. Piera Franca Stangalini, 57 anni, residente a Milano, da tempo manifestava volontà suicide, più di una volta alludendo proprio ad un viaggio verso il lago per farla finita.
Nubile, senza figli, senza più i genitori. Una storia che è apparsa ai carabinieri, una storia di solitudine. Lavorava in casa presso una famiglia milanese. È da qui, secondo le testimonianze raccolte, che arrivano le conferme sul disagio della donna, così tante volte sfociate nel desiderio di mettere la parola fine.
Che potesse trattarsi di suicidio, gli inquirenti lo hanno immediatamente ipotizzato: la donna ancora vestita, con addosso la borsa, non presentava segni di violenza né di rapina.
Nella borsa hanno trovato il biglietto ferroviario, dei soldi, lo scontrino di una pizzeria di Porto Valtravaglia dove ha cenato da sola fino alle 22.30 della sera precedente. Poi forse, già subito, la decisione di avviarsi verso la spiaggia.
Il corpo è rimasto in acqua diverse ore, fino a quando questa mattina è stato notato da un passante. Ora si trova presso la camera mortuaria dell’ospedale di Circolo di Varese, in attesa che il magistrato decida o meno per l’esame autoptico.
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