Varese, una sana provincia morosa
In un convegno CNA, i nuovi dati del credito in provincia. Che rivelano strane contraddizioni
E’ una strana provincia per il settore del credito, quella di Varese: ricca ma con un numero di abitanti per sportello non tanto basso da considerarsi satura, fiorente di mezzi di pagamento e poco propensa ad indebitarsi, ricca di capitale ma spesso incapace di pagare i debiti. Questo è il quadro emerso dai dati sul credito in provincia presentati nel corso del convegno "Credito alla piccola impresa e all’artigianato: il presente ed il futuro” svoltosi giovedì 7 ottobre nella sala convegni di CNA in via Bonini 1 a Varese.
il tessuto creditizio in provincia vede un gran numero di sportelli, 436, aumentato negli ultimi 12 mesi in percentuale maggiore che nel resto della regione e comunque fortemente incrementato negli ultimi sei anni. Annovera inoltre la presenza di 36 aziende di credito: una in più rispetto al 1998, malgrado due mega fusioni abbiano ridotto 5 istituti diversi in due soli e un grande aumento di strumenti informatici.
La richiesta di finanziamenti da parte dei clienti (quella che dalla parte delle banche viene definita “impieghi”), a Varese è molto più bassa della media lombarda: solo il 4,1% del totale degli impieghi in Lombardia. In compenso, moltissimi di questi finanziamenti sono supportati da garanzia reale: il 70% dei finanziamenti accordati ha in garanzia una proprietà immobiliare o comunque registrata. Inoltre, la gran parte dei finanziamenti è stata richiesta e accordata per importi al di sotto dei 500mila euro, segno che a richiederli sono state realtà piccole, con una propensione all’investimento proporzionata alle loro dimensioni. In tutto, un quadro confortante sul fronte dei debiti, se non fosse che il dato delle sofferenze – cioè dei crediti non pagati – è ben più alto, e occupa più del 7% del totale lombardo.
Un dato importante, che allarma gli operatori del settore e fa stare sul chivalà chi si occupa dei finanziamenti in provincia. «Ma è importante segnalare che questo dato è all’interno di un sistema solido, con forte basi patrimoniali – precisa Giuliano Dini, direttore della banca d’Italia di Varese che ha prodotto i dati provinciali, aggiornati a giugno scorso – Perdipiù queste percentuali nascono nel confronto con il resto della Lomberdia, cioè con un territorio tra i più floridi d’Italia. Il dato però è da segnalare, proprio per il disequilibrio con gli altri elementi di valutazione».
Insomma, è una piccola industria solida ma in affanno quella che, secondo i dati ufficiali del credito, affronta l’inverno 2004-2005.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Cittadini svizzeri al voto il 29 novembre per decidere sull’uso dei fuochi d’artificio
principe.rosso su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
lenny54 su Monteviasco, la pazienza è finita: "Otto anni di attesa, ora basta. Vogliamo poter vivere il nostro paese"
Felice su Ritrovare la terra: sotto l’asfalto c’è una risposta al riscaldamento globale. Serve partire
lenny54 su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
Felice su Carenza dei medici di base, in due distretti su sette il 64% degli "orfani": Azzate e Tradate in difficoltà






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.