Olocausto e foibe insieme?
La decisione dell’amministrazione comunale di Gallarate, che vuole celebrare con un’unica cerimonia l’olocausto del popolo ebraico e i martiri delle foibe, non può assolutamente essere condivisa.
Si tratta, a nostro avviso, di un errore culturale, storico e politico.
Non a caso il legislatore ha infatti voluto tenere ben distinte le due date.
La celebrazione di queste ricorrenze non è solo un doveroso e commosso ricordo di tutti gli scomparsi in questi tragici avvenimenti.
La Giornata della Memoria deve essere l’occasione per riflettere sulle persecuzioni razziali e sulle cause culturali, religiose e politiche (che in alcuni casi purtroppo ancora permangono) dell’antisemitismo.
Per ripensare a come, e perché, larghi strati di popolazione – non solo in Germania – siano stati accecati da una ideologia così assurda ed abbiano sostanzialmente avvallato una politica di sterminio del popolo ebraico e di tanti altri cittadini ritenuti “diversi”, inferiori, nemici.
Per ricordare come anche la città di Gallarate, fin dal 1938, abbia purtroppo visto episodi di progressivo antisemitismo culminati poi nell’arresto e nell’assassinio di nostri concittadini unicamente colpevoli di essere, secondo la delirante propaganda nazista e fascista, di “razza ebraica” . Con qualche nostro concittadino che, purtroppo, collaborò alla persecuzione e con molti che finsero di non vedere.
La tragedia delle foibe, finalmente riportate al ricordo di tutta la nazione, ha cause – aberranti motivazioni – che sono diverse da quelle dell’olocausto e che richiedono finalmente momenti di meditata riflessione senza reticenze né strumentalizzazioni.
Per troppi anni, su questo tema, si è taciuto facendo calare il silenzio su immani ecatombe.
Occorre ora svegliarsi da questo “sonno della memoria” mirando però a superare la visceralità di un ricordo in qualche modo ancora inquinato proprio da quelle ideologie totalitarie – fascismo e comunismo – che hanno determinato il dramma della Venezia Giulia.
L’odio sciovinista, i sentimenti anti-slavi e quelli anti-italiani, le violenze mussoliniane e quelle titoiste, hanno creato un groviglio di contrasti che sarà comunque difficile superare.
Ma tacere, rimuovere, non ci aiuterà: solo la verità ci farà finalmente liberi.
Ci vogliono però analisi storiche e politiche serie, serene e senza secondi fini.
Celebrare la Giornata della Memoria dell’olocausto insieme a quella del Ricordo delle foibe non aiuta a capire le diverse motivazioni dei due drammi, rischia solo di togliere valore e sacralità a ciascuna delle due commemorazioni.
Perché, se è vero che è la morte di tanti innocenti che le accomuna (ma tanti altri caduti ci sarebbero allora da ricordare) è pur vero che proprio a queste vittime noi dobbiamo un contributo di verità.
Perché tutto ciò non si possa mai più ripetere.
Si tengano ben distinti, quindi, i due diversi momenti di approfondimento nelle istituzioni civiche, nelle scuole, anche nelle chiese.
Per evitare che la melassa della retorica, quella dei buoni sentimenti che durano un giorno, l’abbia vinta – ancora una volta – sulla forza della ragione.
Angelo Bruno Protasoni
Associazione Mazziniana Italiana
Sezione Giuseppe Tramarollo
Gallarate
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