«Se lo chiederà, Mahfoudi sarà ricevuto»
Il vice sindaco Paolo Caravati risponde alla notizia secondo cui l'imam di Gallarate, Mohamed El Mahfoudi, chiederà un incontro con l'amministrazione comunale
Via Peschiera e via Varese, condono e cambio di destinazione d’uso, sfratti e nuove possibilità all’orizzonte, lettere e richieste di incontri. La questione della moschea di Gallarate non finisce mai di riservare sorprese e novità. Ieri, mercoledì 26 gennaio, l’imam Mohamed El Mahfoudi è piombato sulle pagine dei quotidiani, affermando di voler al più presto scrivere una lettera al sindaco per risolvere una volta per tutte la situazione della comunità islamica gallaratese, da troppo tempo in bilico. Oggi, 27 gennaio, Paolo Caravati, vice Sindaco e Assessore alle Attività produttive e Polizia municipale, risponde alla più alta autorità musulmana gallaratese, mantenendo una posizione che concilia il dialogo e che apre porte ad una futura soluzione della questione moschea.
«Sia io che il sindaco Nicola Mucci – ha detto Caravati – ci siamo sempre detti disposti a ricevere Mahfoudi. D’altra parte anni fa di incontri ne abbiamo fatto più d’uno. Poi il silenzio, preceduto dalla scellerata decisione di stabilirsi nello stabile di via Peschiera, andando contro la legge e contro il parere che abbiamo sempre dato. Ora l’imam si rifà sentire e noi ribadiamo che siamo pronti ad incontrarlo. Inoltre abbiamo proposto alla comunità islamica delle possibilità legali, che per ora non sono state vagliate. La zona al di là del Sorgerile, per esempio, sarebbe l’ideale per edificare un centro culturale islamico con tanto di moschea. Noi le proposte le abbiamo fatte, adesso spetta a loro adeguarsi e abbandonare propositi stravaganti e illegali come il condono o l’acquisto del capannone in via Varese. Lettere non ne abbiamo ancora viste. Se ne arriveranno, le prenderemo in considerazione».
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