Processo bestie di satana, richiesti vent’anni per il Volpe

Sedici anni e mezzo per Guerrieri e due anni per Maccione, le altre richieste della procura. La banda non aveva livelli superiori. La sentenza prevista per martedì

Vent’anni di carcere per Andrea Volpe, sedici anni e sei mesi per Pietro Guerrieri e due  per Mario Maccione. Queste le richieste del procuratore della Repubblica Antonio Pizzi e del pm Tiziano Masini, nel processo con rito abbreviato, alle bestie di Satana.
Le accuse per Volpe, Guerrieri e Maccione vanno dall’omicidio di Fabio Tollis e Chiara Marino a quello di Mariangela Pezzotta, all’istigazione al suicidio per la misteriosa morte di Andrea  Bontade, fino all’associazione per delinquere. 
I tre sono comparsi di fronte al gup Maria Greca Zoncu, che a breve dovrebbe emettere la sentenza. In aula anche il padre di Elisabetta Ballarin : è accusato di concorso colposo nell’omicidio di Mariangela Pezzotta per non aver custodito l’arma da fuoco con cui la povera Mariangela fu colpita a morte. In tribunale erano presenti anche i genitori di vhiara Marino e Fabio Tollis.
Mario  Maccione, il "medium" della setta, dovrà rispondere delle accuse più gravi di fronte al Tribunale per i Minori di Milano,  perché all’epoca dell’uccisione di Chiara Marino e Fabio Tollis  era minorenne.

Rispondendo a una domanda dei giornalisti che gli hanno chiesto se la setta fosse manovrata da un livello superiore, il procuratore capo Pizzi ha ribadito che non sono stati trovati altri livelli.

Volpe, Maccione e Guerrieri hanno ottenuto il rito abbreviato – che, lo ricordiamo, comporta uno sconto di un terzo della pena – avendo ammesso le proprie colpe. Gli altri, gli "irriducibili", capitanati da Nicola Sapone e Paolo "Ozzy" Leoni, saranno processati il 21 giugno insieme ad Andrea Basciu , estraneo ai delitti della setta ma sotto processo per aver coperto l’incendio di un’automobile da parte di Volpe e di Elisabetta Ballarin.

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Pubblicato il 21 Febbraio 2005
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