Olofonia, quando il suono trasmette emozione
Presentato a Casatech il rivoluzionario sistema di registrazione che utilizza la stessa codifica usata dal cervello. I Pink Floyd lo sperimentarono per primi
Un paio di cuffie, un cd e ti immergi in un ambiente fatto di suoni tridimensionali: voci che si avvicinano e si allontanano, la risata allegra e coinvolgente di una donna, rumori legati ai gesti della quotidianità che arrivano all’orecchio con una nitidezza e uno "spessore" reali. E ancora: lo scorrere dell’acqua, il ronzio di un insetto, l’urlo del vento, il tutto come se fossi sulle rive di un fiume o in una prateria aperta. Eppure sei fermo allo stand dell’Holophonic Sagl, una società di Chiasso (Svizzera) specializzata in questo tipo di registrazioni, che ha accettato l’invito di Casatech (Malpensafiere) per far conoscere ai visitatori della fiera dedicata all’arredamento queste magie sonore.
L’olofonia in realtà nasce in Italia, a Modena, grazie all’intuizione di Umberto Maggi, un nome che ai musicofili dovrebbe dire qualcosa. Negli anni ’80 in uno studio di registrazione di Modena, l’ex bassista dei Nomadi, storico gruppo del rock italiano, insieme al fratello Maurizio e ad altri tecnici del suono, ha iniziato un percorso di ricerca che lo ha portato nel 1983 a fabbricare il primo prototipo funzionante di microfono olofono. I primi a sperimentarlo, guarda caso, furono i Pink Floyd nell’album "The final cut".
«Ci sono voluti 20 anni – spiega Vincenzo Tirella (foto a lato), amministratore della Holophonic – e l’integrazione di molte tecnologie e conoscenze, comprese quelle legate alla psicologia. La tridimensionalità del suono olofonico ha la caratteristica di coinvolgere l’ego più profondo, perché noi registriamo utilizzando la stessa codifica del cervello. Chi ascolta una nostra registrazione diventa protagonista di un’azione sonora perché ha anche la dimensione spaziale, in questo modo si trasferiscono tutte le informazioni emotive. Insomma c’è più naturalezza».
Dopo i Pink Floyd, sono arrivati Herbert Von Karajan, Peter Gabriel, John Anderson e molti altri. Oggi Maggi, che detiene il brevetto ed è il responsabile tecnico della società, e Tirella possono vantare nel loro curriculum una serie di eventi musicali di primo piano, come la registrazione del concerto di Zucchero alla Royal Albert Hall di Londra, e quello diAlexia, che nel gennaio dello scorso anno a Lugano è stata la protagonista del primo concerto olofonico live in anteprima mondiale. «Le applicazioni di questo nuovo sistema di registrazione – conclude Tirella – sono molte: si va dalla medicina alla didattica, dal cinema alla telfonia mobile e naturalmente Internet. Nell’immediato futuro abbiamo nel cassetto un evento di portata mondiale, unico per importanza del messaggio e per i protagonisti coinvolti».
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