Turismo, pasqua sottotono
Pasqua troppo "bassa" e meteo incerta rendono pessimisti gli operatori, che prevedono segno negativo in qusi tutti i comparti
Sarà una Pasqua sottotono per il turismo italiano quest’anno: è quello che fanno temere i dati emersi dall’ultima indagine congiunturale realizzata dal Centro Studi Turistici di Firenze per conto di Assoturismo-Confesercenti su un campione rappresentativo di imprese italiane del settore.
Il tempo che si annuncia favorevole ed il fatto che le feste cadano a fine marzo non hanno invogliato gli addetti del settore ricettivo ad anticipare l’apertura delle strutture, che in molti casi hanno confermato l’inizio attività per la metà del mese di aprile. Tra coloro che hanno deciso di aprire, le aspettative sono rivolte soprattutto al "last minute" cioè ai vacanzieri dell’ultima ora, che in alcuni casi potrebbero far riempire le strutture aperte (è la speranza del 42% degli operatori) se a loro si aggiungeranno anche le favorevoli condizioni climatiche.
I numeri però sono generalmente in negativo: stando agli operatori le festività pasquali 2005 dovrebbero infatti segnare il segno meno sia per il comparto alberghiero (-1,5%) che per l’extra alberghiero (-0,9%) che infine nelle strutture agrituristiche (-1,5%).
Tra i turisti esteri di cui si attende l’arrivo, si segnala una diminuzione di tedeschi, statunitensi, giapponesi, olandesi, svizzeri, austriaci e russi, mentre leggeri aumenti si registrano per i turisti britannici, francesi, scandinavi, belgi e quelli provenienti dai Paesi dell’Est. In lieve aumento anche i turisti italiani, in linea con la tendenza già in atto da circa due anni. Come sempre la quota più consistente degli stranieri è attesa nei centri/città d’arte (36%), nelle aree del turismo rurale (31%) e nelle località termali (33%), mentre per gli italiani prevalgono nelle località balneari (79%), montane (83%) e dei laghi (86%).
L’unica tipologia turistica che segna una dinamica positiva è la "montagna" (+0,6%), mentre sono in flessione le città d’arte (-2%), la campagna-rurale (-1,7%), il balneare (-1,7%), il termale (-2,7%), i laghi (-5%) e la tipologia "altro" (-1,1%).
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