Uccise i figli per vendicarsi della moglie, chiesti 40 anni di reclusione
Il 18 aprile il giudice deciderà se accogliere le richieste del PM Roberto Craveia nei confronti di Roberto Guaia
Uccise i due figli per vendicarsi della moglie che lo aveva lasciato e soprattutto della suocera che «ha messo il becco negli affari di famiglia».
Una terribile vendetta che potrebbe costargli 40 anni di reclusione qualora il Gup del Tribunale di Busto Arsizio dovesse accogliere la richiesta di condanna formulata dal Pm Roberto Craveia nei confronti di Roberto Guaia, il muratore 42enne originario di Gela che la mattina dell’8 aprile 2004 sgozzò nella sua abitazione davanti alla stazione di Busto Arsizio i figlioletti Denni, 14 anni, e Ilaria di 17. Nelle intenzioni dell’uomo una vera e propria strage perchè avrebbe voluto uccidere anche il primogenito, Manuel, 19 anni, e il papà della fidanzata del ragazzo. Fortunatamente non riuscì a rintracciare né l’uno né l’altro e decise di recarsi alla vicina Basilica per confessarsi. Proprio lì fu arrestato dagli uomini del commissariato cittadino. Durante l’udienza è stato sentito lo psichiatra Massimo Picozzi che ha definito l’imputato «perfettamente in grado di intendere e volere al momento del fatto».
Giudizio fortemente contrastato dai periti della difesa rappresentata dall’avvocato Sergio Bernocchi che chiede «non una condanna, ma un periodo di cura in un centro specializzato». Il giudice deciderà il prossimo 18 aprile.
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