Decreto competitività, chiesti aiuti per il settore del “bianco”
La Lega chiede interventi a sostegno dei settori elettrodomestici, tra cui rientra anche Whirlpool
Combattere le crisi industriali con finanziamenti dello Stato che aiutino la competitività delle multinazionali del "bianco". Lo propongono i parlamentari del Carroccio Giorgetti e Bianchi e lo rilancia il presidente della provincia di Varese Marco Reguzzoni che nella giornata di oggi dà notizia dell’inserimento nelle norme sulla competitività anche la proposta dei due parlamentari.
Si tratta, come confermano da Villa Recalcati, di un contributo straordinario di 50 milioni di euro quest’anno e per il 2006, di 85 per il 2007 e di 65 per il 2008: queste le somme messe a disposizione dal decreto sulla competitività per "concorrere alla soluzione delle crisi industriali, per gli interventi di reindustrializzazione e di promozione industriale”.
L’emendamento prevede che le aree in cui ci siano insediamenti produttivi del “bianco” (gli elettrodomestici) siano equiparate alle aree sottoutilizzate, in crisi, o in via di ristrutturazione industriale e per le quali sono utilizzabili aiuti comunitari sia sotto il profilo degli incentivi oltre che degli sconti contributivi.
Per quanto riguarda l’elettrodomestico ad essere interessate direttamente dall’emendamento sono Whirlpoool, De Longhi, Electrolux e Candy, gruppi industriali attivi in diverse aree della Penisola ma tutti alla prese con politiche imprenditoriali di delocalizzazione che scaricano pesanti effetti sociali sui rispettivi territori.
«E’ una notizia di grande rilievo – commenta il presidente della Provincia di Varese Marco Reguzzoni – perché si muove nella direzione da noi auspicata, quella di interventi immediati per affrontare la difficile situazione creata dalla decisione della multinazionale. Per i non addetti ai lavori – prosegue il presidente della Provincia di Varese – è difficile comprendere di che cosa si tratta. In estrema sintesi si potrebbe affermare che l’effetto che questo emendamento produce è paragonabile ad un inserimento dei territori interessati nei fondi strutturali dell’Unione europea, il cosiddetto Obiettivo 2».
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