Criminalità e sicurezza, la sinistra sfida i suoi tabù
Sala gremita per il dibattito organizzato dai Ds alla Festa dell'Unità, a cui ha partecipato il sindaco di Brescia Corsini
Davanti ad una sala colma di gente, nonostante un tiepido e gradevole venerdì sera di giugno invogliasse ad andare altrove, i Ds hanno provato a sfatare un tabù della sinistra: il tema della sicurezza.
Invocare la mano dura contro l’immigrazione clandestina, chiedere una maggiore sorveglianza delle città, potenziare polizia e carabinieri sono provvedimenti che vanno di pari passo oppure stridono coi concetti di libertà e democrazia tanto cari alla sinistra? Inevitabile, in questo contesto, il riferimento alle vicende bolognesi, dove il sindaco Sergio Cofferati – in un tempo non molto lontano leader della sinistra radicale – è finito al centro di infuocate polemiche per aver ordinato lo sgombero di alcune case occupate. Il sindaco di Brescia Paolo Corsini, nome di peso del dibattito di ieri, non ha dubbi sulla questione: «Cofferati ha ragione quando sostiene che la legalità è la base di tutto, che senza legalità non vi sono neanche giustizia e democrazia. Con le occupazioni abusive si impedisce a persone povere e bisognose di ottenere un’abitazione».
Secondo Corsini in tema di sicurezza la sinistra è ancora vittima di alcuni miti, riflessi condizionati eredidati dalle sue radici culturali marxiste: «La difesa del cittadino è un dovere primario dello Stato, non bisogna alimentare le paure per fare propaganda elettorale, come fa la Lega, ma bisogna anche smetterla con certe ambiguità su alcune tematiche, come l’immigrazione per esempio».
Gli stessi concetti vengono espressi anche da Daniele Marantelli, responsabile enti locali dei Ds lombardi. Secondo Marantelli la sinistra deve capire che la sicurezza è un tema popolare molto sentito, e come tale esige delle risposte. «Soprattutto in un territorio come la provincia di Varese, crocevia naturale per i traffici illeciti per una molteplicità di fattori (la presenza di un aereoporto intercontinentale, il confine di Stato con la Svizzera, la vicinanza col porto di Genova), occorre affrontare il tema con serietà e determinazione». L’ex consigliere regionale elenca gli svariati reati compiuti nel Varesotto – dai delitti in famiglia alle bestie di Satana, dagli arresti per terrorismo alle risse fuori dai locali notturni – ed individua alcune linee guida da seguire per contrastare la criminalità: «Bisogna potenziare sia le forze dell’ordine che i tribunali, prendere misure efficaci come l’illuminazione notturna delle periferie ma soprattutto coinvolgere la cittadinanza: i cittadini devono essere responsabilizzati, come si può – per fare un esempio – sconfiggere la pedofilia senza un aiuto da parte delle scuole?».
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