“Musica e Generazioni” in piazza della Riforma
Il concerto rappresenta un escursus musicale dagli anni settanta ai giorni nostri
Uno spettacolo, un viaggio, verso il puro divertimento e l’evasione, che assume un fine significato culturale: le immagini che scorrono sul grande schermo ne sottolineano la valenza, ed i testi scelti amplificano il messaggio del DuoQualunque.
Un nome semplice, quello scelto da Salvatore Di Dio ed Enrico Cagnotti: due artisti, e due amici prima di tutto. Le ballerine, le cantanti e le coriste che fanno da preziosa cornice al loro intrattenimento vengono coinvolte a 360 gradi; lo scopo è univoco: divertirsi… per divertire e, nel farlo, comunicare e trasmettere emozioni e passioni. L’amore, la pace, le religioni, la guerra, le sofferenze di questo mondo come monito per tutto il genere umano, un momento di profonda riflessione con toni di assoluto divertimento. Uno spettacolo… fatto per il pubblico: nessuna presunzione, nessun effetto-palcoscenico, bensì uno spettacolo spontaneo, fresco e, proprio per la sua sincerità, capace di parlare allo spettatore, creando uno spettacolo estremamente coinvolgente e di alto livello.
Il concerto si intitola "Musica e Generazioni", e rappresenta un escursus musicale dagli anni settanta ai giorni nostri, una scelta mirata dei brani più rappresentativi di ogni periodo storico. "Solo la musica, al pari della storia, possiede il filo che lega ieri ad oggi ed oggi al domani", così esordirà Salvatore Di Dio per introdurre lo spettacolo di sabato 25 giugno in Piazza della Riforma a Lugano, a partire dalle 21.00. Sul palco si alterneranno, nelle performance musicali, tutti e due i componenti del gruppo.
Enrico si impegnerà in alcuni balletti del "molleggiato" Celentano, con un timbro vocale estremamente e sorprendentemente somigliante; Salvatore interpreterà, con la sua calda voce passionale, famosissimi brani di Baglioni, Battisti, Cocciante, ma anche brani inediti, a testimonianza del forte spirito creativo ed artistico del DuoQualunque. Non si tratta infatti della solita Cover Band: nessun ruolo, nessun discorso è finalizzato, ma puro e semplice "sentire"; tutto si ferma, e le note trasportano lo spettatore in un emozionante mondo di ritmi e sensazioni
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