La pediatria riapre in tempi record
Sono tornati operativi i dieci posti letto del Pia Luvini. Soddisfatto il direttore generale: "La sfida era difficile perchè ci sono pochi medici"
Ha riaperto, dopo un mese di chiusura forzata, la pediatria di Cittiglio. Finisce, così, in tempi record una situazione difficile, a tratti drammatica, di un reparto che in due anni si è riconquistato la fiducia del suo territorio.
L’annuncio è arrivato direttamente dal direttore dell’azienda ospedaliera Roberto Rotasperti e dal primario Massimo Agosti, lo stesso che dirige la neonatologia e la terapia pediatrica intensiva al Del Ponte (nella foto sopra).
Con l’arrivo di forze nuove si sono potuti riaprire i dieci posti letto ( in estate sono circa 7) che si aggiungono ai dieci di neonatologia indispensabili per il punto nascita che, con l’apertura della "stanza della cicogna" avvenuta il 16 novembre 2002, ha visto lievitare in modo esponenziale il numero dei parti.
Attualmente, la squadra diretta dal professor Agosti è di cinque pediatri, più due liberi professionisti che prestano la propria opera " a gettone". Un numero adeguato per riprendere con regolarità l’attività di degenza, ma non sufficiente per ripristinare il servizio di guardia medica pediatrica: "La disponibilità per 24 ore al giorno richiede almeno una squadra di sette persone – spiega Rotasperti – Il concorso che abbiamo fatto aveva individuato cinque pediatri, una , però, è in maternità mentre un’altra ha rinunciato. Reperire pediatri ospedalieri non è molto facile perchè sono figure che hanno un ampio ventaglio di opportunità migliori. Ci rendiamo conto che il settore vive sempre un po’ sulle spine, ed è per questo che la velocità con cui abbiamo risolto la vicenda deve far capire quanto sia importante il polo materno infantile di Cittiglio per l’azienda e per la Regione".
Il presidio di Cittiglio, periferico e con una preparazione di base per affrontare le emergenze ed urgenze, rappresenta per i medici un’ottima scuola per crescere professionalmente ed acquistare competenza. Per questo motivo i nuovi assunti hanno accettato con entusiamo la sfida.
Lo stop di quasi due mesi ha lanciato indubbiamente un segnale negativo al territorio, ma la rapidità con cui si è risolta la vicenda devono far pensare che per la sanità i 600 ricoveri pediatrici dello scorso anno, a cui si aggiungono le 2.500 prstazioni in pronto soccorso sono un patrimonio da salvaguardare.
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