Duni: ma il progetto dov’è?
In discussione in consiglio comunale le osservazioni della variante urbanistica
In Consiglio Comunale si torna a parlare dei “Duni”. E del villaggio socio-assistenziale per giovani coppie e portatori di handicap che dovrebbe sorgere su un’area di circa 90.000 metri quadrati. Ma quando si parla dei “Duni” è inevitabile che si parli della via Piana di Luco e, di conseguenza, dell’area destinata ad ospitare il nuovo carcere.
Argomenti senza dubbio incandescenti: alcuni esponenti di Forza Italia non hanno mai fatto mistero di essere contrari alla realizzazione del villaggio nella zona dei Duni mentre la sinistra si è sempre fermamente opposta alla costruzione del carcere nel parco Sud di Varese e degli archivi del tribunale nell’area di fronte.
Questa sera si parlerà della variante urbanistica e delle controdeduzione alle prime osservazioni.
Il dibattito potrà, forse, servire a chiarire alcuni aspetti ancora oscuri. Ad esempio, esiste un progetto del villaggio socio-assistenziale? Qualcuno, tra i consiglieri comunali, lo ha già consultato? Per quale ragione dovrebbe essere l’INAIL, l’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, a realizzare il villaggio?
E, altra questione ancora aperta, l’iter del progetto del carcere a che punto è?
La questione, ormai è noto, è assai complessa ed intricata.
Alle varie “stranezze” se ne aggiunge un’altra che risale al 22 maggio 2002 quando, quattro giorni prima delle elezioni comunali, e nel giro di poche ore, l’amministrazione di Varese informava il Ministero attraverso una lettera di aver individuato nella “Villa” l’area idonea ad ospitare il carcere. Lo stesso giorno la scelta veniva sottoposta a una commissione composta dal Procuratore Capo del Tribunale di Varese, da un rappresentante del Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Lombardia e da un rappresentante del Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria; la stessa commissione nello stesso giorno faceva un sopralluogo nell’area al confine con Gazzada Schianno. Una celerità che fa specie se si considerano i tempi cui ci ha abituato la burocrazia.
L’ipotesi della “Villa” venne poi abbandonata e il progetto seguì un percorso differente. Percorso che è tutt’altro che definito. Quello di questa sera in Consiglio Comunale sarà un passo in più per capire in che direzione si sta andando.
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