«Fumagalli è stato un buon sindaco», «Meno male che si è dimesso»

Pareri discordanti fra i tanti lettori che hanno risposto all'appello di Varesenews sul futuro della città

Il primo cittadino si dimette, la città resta senza sindaco, siete preoccupati? La redazione di Varesenews, come di consueto, dà la parola ai suoi lettori.
Scriveteci, dicendo la vostra e mandando un commento a

redazione@varesenews.it _________________________________________________________________

(Pubblichiamo di seguito le lettere. L’ordine è cronologico: le ultime giunte in redazione sono alla fine del testo) 

E ora si cambi pagina" diceva giustamente il Direttore Giovannelli nel suo ultimo editoriale.
Il significato che possiamo dare a questa espressione può essere limitato a delle considerazioni legate, in modo particolare, ad un giudizio sull’operato amministrativo di questa maggioranza oppure può investire,  in una visione più ampia, l’accezione di riferimento più profonda con cui utilizziamo la parola "politica".
"Cambiare pagina", nel nostro caso, non può voler dire soltanto, "cambiamo amministrazione". Questo dovrebbe essere sottinteso. Ci mancherebbe. Lo spettacolo indecoroso cui abbiamo dovuto assistere in questi ultimi anni (e non solo negli ultimi mesi), unitamente al consequenziale immobilismo che ha costretto un’intera città a galleggiare in attesa di tempi migliori, rappresentano, di per sè, la spiegazione e la giustificazione del cambiamento, comunque sempre troppo tardivo. Ma "cambiare pagina", al di là di valutazioni su uomini e partiti, che i cittadini di Varese esprimeranno come meglio vorranno, a tempo debito, quando andranno a votare, deve, per forza, significare, anche e soprattutto, interrogarsi su cosa significhi "fare politica". Mazzini diceva: "La politica ben intesa è la morale applicata all’organizzazione sociale". Una morale, si badi, che non è quella nè del bacchettone nè del paciapile. Una morale che mi piace identificare semplicemente con il senso dello Stato, con il dovere civico, con il rispetto profondo della Costituzione Repubblicana. Una morale che nulla ha a che vedere nè con la corsa alle poltrone nè con la parossistica difesa del proprio orticello. Una morale che vivifichi laicamente la politica e ne faccia crogiuolo di ideali.  
Varese ha bisogno sì di cambiare pagina ma soprattutto ha bisogno di tornare a credere in quegli ideali e quei valori che, soli, possono essere fondamento di ogni buon governo.  
 
Leonardo Tomassoni

Finalmente sono giunte le dimissioni del Sig. Sindaco di Varese, dopo una lunga agonia si è spenta una giunta senza speranze e futuro , speriamo che alle prossime comunali ci siano  delle persone valide e concrete , pronte alla gestione della città , non importa il colore politico , ma la buona volontà di fare e non di chiaccherare.
Le colpe non sono solo del Sindaco, anzi ha dimostrato grande serietà professionale nel presentare le dimissioni, ma di tutte quelle persone , in giunta e in consiglio , che si sono dimenticate  che se erano lì ,era solamente per gestire la città  al meglio e non per litigare, chiaccherare, criticare ecc……….
Cordiali saluti

 
Guido Odoni


A fronte delle dimissioni del Sindaco di Varese, verrebbe da dire “finalmente” anche perché non si poteva più lasciare una città come la nostra senza una guida certa e sicura, con un uomo solo al comando con tutta la truppa dietro che si preoccupava solo di non perdere il proprio posto e litigava continuamente su tutto.
Certo che “la città vetrina della Lega” come sempre è stata chiamata, costretta a ricorrere ad un Commissario per essere governata, non è certo una bella vetrina. Ma d’altro canto è l’immagine che la Casa delle Libertà sta dando non solo nella città di Varese. Vogliamo dimenticare quello che sta succedendo al governo della Regione Lombardia? Vogliamo dimenticare la farsa  della sospensione dell’Assessore alla Sanità, rientrata ieri dopo la solita cena ad Arcore? Ma avete sentito le parole che ieri il Presidente della Regione Lombardia ha detto alla televisione? Penso che sia veramente arrivato il momento di cambiare direzione, di smetterla con le “favole del buon governo” o con le barzellette sui democristiani.
 Varese ha bisogno di gente che abbia a cuore veramente il bene della città e dei suoi cittadini. Ha bisogno di gente che non sia “teleguidata” e che non viva continuamente in una “fiction” dove alla fine il più bello e il più bravo vincono sempre. Bisogna tornare a preoccuparsi veramente dei problemi quotidiani di chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, senza continuare a dire che  nonostante i tagli della finanziaria agli enti locali, basta tagliare auto blu e feste di paese e tutto va bene lo stesso.
Spero che, alle prossime elezioni sia cittadine sia nazionali, ci si renda conto di questo e si sappia veramente cambiare pagina.   

Maurizio Tortosa


Purtroppo il sindaco si è dimesso, peggiore notizia non ci poteva essere nella giornata di ieri; il miglior sindaco dagli anni ottanta in avanti, colui che ha riportato il nome di Varese in auge e che con i suoi collaboratori ha cambiato assolutamente in meglio il volto della città.
Ha cambiato la mentalità dei varesini, facendo di Varese una città che vive in estate come in inverno dal mattino presto fino a notte fonda, come dovrebbe essere una città che "vive", sul modello delle grandi metropoli; prima di lui la città non riusciva ad esprimersi per quello che era, e sotto la sua giunta si è arrivati a traguardi importanti, forse irraggiungibili.
Prima (fine anni ottanta) non dimentichiamoci che Varese era considerata solo per il lago "malato" e per i vari arresti dei suoi "politici" o ladri che di si voglia, adesso le cose sono cambiate innegabilmente e spero per il bene di tutti che non cambieranno.
Cordiali saluti

Marco Ghiringhelli

 


Preoccupati? Come si fa ad essere preoccupati? È innaturale per me, perché niente può essere peggio di Fumagalli e di questi otto lunghi anni.
Direi che la trasmissione di una nota radio nazionale in cui lo prendevano quotidianamente in giro è stato il suo più grande successo.

Saluti.
Alessandra Martina


Buona sera sono Claudio Vanetti consigliere della Circoscrizione n.5 per lo SDI (Socialisti democratici Italiani).
Non sono stupito dalle dimissioni del sindaco, peraltro a mio avviso ormai nell’aria da tempo, ma mi spiace che queste abbiano causato la caduta di ogni consiglio, da quello comunale a quelli corcoscrizionali, dove all’interno, nonostante i soliti ignoti, ci sono persone che fan politica per passione e che hanno come primo interesse il cittadino.
Ci sono consiglieri di ogni schieramento politico che si sono fatti in quattro promuovendo idee e proponendo progetti innovativi per la città, ma questi ultimi purtroppo sono sempre rimasti nei cassetti di qualcuno.
Io spero tanto che questa vicenda faccia riflettere i cittadini di Varese su quali siano i reali valori della politica e della gestione di una città che purtroppo non può essere governata da politicanti professionisti di ogni parte, ma da cittadini o politici liberi di agire per il bene di tutti.
 
Cordialmente
Claudio Vanetti

Preoccupati? E perchè ???
Fumagalli mi stupisco che sia arrivato fino a ieri ! L’alternativa esisteva già alle ultime Comunali e si chiamava Alfieri ! Giovane, entusiasta ricordiamoci che un Sindaco per il cittadino non ha colori.
Può essere verde, azzurro e perchè no anche rosso l’importante che faccia gli interessi della collettività con impegno e serietà e soprattutto senza abusare dei privilegi concessi (chi vuole intendere intenda !). Fumagalli sarà ricordato sicuramente per i soldi spesi per la video sorveglianza, per le contravvenzioni per le "cicche" di sigaretta, per le piazze realizzate, vedi quella che i varesini chiamano ormai "Piazza Tirana" fu Piazza XX Settembre, per le fontane realizzate vedi quella di Piazza Beccaria, dalla forma alquanto "allusiva" .
Per non parlare del Palaghiaccio strappato ad un gestore che lo ha condotto per 13 anni, senza tutelare minimamente (nonostante gli impegni presi dalla Società subentrante) i dipendenti lasciati a casa dalla sera alla mattina, per consegnarlo in mano a dei forestieri che dopo 18 mesi gli hanno sbattuto le chiavi sul tavolo. A tutt’oggi il Palaghiaccio è stato concesso ancora in gestione provvisoria, con l’avvallo della giunta Fumagalli.
La lista sarebbe ancora lunga. Ma lasciamo perdere speriamo che il commissariamento faccia bene a Varese d’altronde, come ha dichiarato l’ex Sindaco Fassa, ci sono Commissari migliori dei Sindaci.
Cordialmente

Antonio Russo


Egregio Direttore, devo dirLe che, in esito delle dimissioni del Sindaco, non sono preoccupato, bensì preoccupatissimo…!!!
Ciò che mi turba non sono le dimissioni in se, né il giudizio espresso da più parti sull’operato dell’ex-Sindaco o della sua amministrazione: a preoccuparmi è invece l’assoluta vacuità dei toni e dei contenuti rilevabili in genere nei commenti che Le sono stati inviati.
E’ difficile, guardando i primi commenti e le prime reazioni alla caduta del governo cittadino, immaginare di poter veramente dare una svolta alla nostra città.
Cambiare pagina non vuol dire, secondo me, mandare al governo cittadino questo o quel Partito: oggi ( non per fare qualunquismo bensì semplicemente constatando i fatti) chiunque può rilevare che grossomodo tutti i Partiti ed i movimenti esprimono, salvo poche divergenze, i medesimi programmi: ordine pubblico, trasporti, tutela dell’ambiente, viabilità, parcheggi, edilizia, lotta all’immigrazione clandestina, rivalutazione dei centri storici, sviluppo del commercio, valorizzazione delle vocazioni turistiche, salvaguardia dell’imprenditoria locale, etc.
La differenza ci sarà, e la sentiremo pesantemente sulla nostra pelle, nel modo con il quale questi bei programmi e proclami saranno calati nella realtà del nostro quotidiano.
Cambiare pagina vuol dire quindi non scegliere di votare un Partito od una Coalizione per il nome o per il colore della bandiera: se vorremo veramente "cambiare pagina" dovremo saper dare il nostro voto a quelle forze che sapranno (e vorranno!) mettere in campo gli Uomini migliori!
Cambiare pagina vuol dire scegliere con intelligenza e discernimento per eleggere consapevolmente Consiglieri che siano Politici "di razza", e non mezze figure messe lì per motivi di equilibri interni ai singoli Partiti e/o Movimenti, o, peggio ancora, per permettere loro di guadagnarsi un’integrazione al proprio stipendio.
Qualunque sia la nostra ideologia, e qualunque sia il nostro voto alle prossime elezioni nazionali, occorre, secondo me, rammentare che a livello locale saranno coloro cui accordiamo la nostra preferenza a governare la "nostra" città per i prossimi anni.
Poco importa se a Roma Berlusconi propone una legge "strana" o se Prodi dice l’ennesima "stupidaggine", quando invece, a Varese, noi elettori dovessimo ritenere valide le persone proposte da questi schieramenti… Ritengo sia proprio questo il punto focale: per cambiare veramente pagina, il nostro voto dovrà costituire un autentico apprezzamento nei confronti dei candidati che i Partiti ci proporranno per amministrarci, piuttosto che un semplice atto di fede nei diversi Partiti.
Mi auguro che tanti personaggi ai cui intrallazzi ed alle cui "sceneggiate" abbiamo dovuto assistere con rammarico e disgusto nel corso di questi ultimi anni, abbiano il pudore di non ripresentarsi al nostro suffragio, o quantomeno che i loro Partiti abbiano il buon senso di non ricandidarli…. Se così non dovesse essere, Sig. Direttore, penso che il Suo auspicio di "cambiare pagina" resterà confinato nel mondo delle pie intenzioni.
Cordialmente Suo

Ing. Bruno Paolillo


Personalmente non sono per nulla preoccupato. Fumagalli non avrebbe meritato neppure il secondo mandato.
La sua rielezione è stata a tutti gli effetti un compromesso Lega-Forza Italia, in quanto la Lega non poteva permettersi di perdere la poltrona di primo cittadino a Varese, la città dove la Lega stessa è nata. Politicamente sarebbe stata una sconfitta pesantissima. La nostra città ha bisogno di una guida sicura!

Luca


Meno male che si è dimesso!
Saremmo stati preoccupati se fosse rimasto in carica ancora.
Speriamo che con le prossime comunali si candidi gente che ama veramente la nostra città, con programmi seri, e che voglia ridare a Varese il lustro che merita.

Bruno Giusti


A me sembra che a Varese si sia creata una situazione identica a quella della regione e dell’Italia stessa.
Una maggioranza completamente divisa.
Uno stare insieme legato solo alla necessità di mantenere le poltrone.
Una politica fatta per la politica stessa e non per il cittadino (perchè la legge elettorale è prioritaria sulle mille leggi "operative", quella sul risparmio per esempio) un aumento di assessori legato più all’applicazione del manuale Cencelli che alle necessità.
La differenza sta solo nel finale: Fumagalli se ne va, in Regione e a Roma no (forse) e di questo un po’ di onore al Sindaco va dato anche se anche lui l’ha tirata un po’ per le lunghe.
Ho però una grande paura: destra o sinistra la "politica per la politica" mi sa che sopravviverà ancora a lungo a Varese e fuori Varese.


Roberto Ganna


Sono nato nel 1967 e vivo da sempre a Varese. Il Sindaco Fumagalli ha fatto rinascere la mia città. Grazie Signor Sindaco per cio’ che ha saputo dare a Varese e ai suoi cittadini.  
 
Giovanni Longo

Buongiorno alla redazione e al Sindaco ,
sono un semplice cittadino nato e sempre vissuto a Varese. Questa città è la mia casa, quindi ne vado assolutamente orgoglioso.
Ho vissuto, in 45 anni di vita, i mutamenti di una città piccola, un po’ provinciale, situata geograficamente in una zona naturale fra le più belle del mondo ma mai  valorizzata, un po’ anonima.
Quindi sono sempre stato attento a quello che si proponevano per migliorare la qualità della nostra vita attraverso il miglioramento di questo luogo.
Bene, devo dire che ho l’impressione che il nostro attuale sindaco sia stato quello che più di tutti sia stato attento a rendere questa città più vicina, anche se di poco, alle migliori in Italia. Mi sembra che nella classifica annuale del "Sole 24ore" sia risalita di qualche posizione. Quindi : nuovo teatro, pista ciclabile, trasporti urbani, funicolare, sicurezza dei cittadini, iniziative estive per il relax serale e notturno, abbellimento estetico, le ritengo iniziative notevoli che aspettavamo di vedere realizzate noi poveri cittadini comuni anonimi, ma gelosi ed orgogliosi della nostra città.
Quindi ringrazio il nostro Sindaco per ciò che ha fatto, perché in una città che ormai andava alla deriva negli anni bui di mani pulite, fare qualcosa è stato comunque di grande valore…e noi lo abbiamo apprezzato.
Arrivederci signor sindaco…e grazie.
Donato Caragnano


Mi spiace profondamente che Fumagalli si sia dimesso. In questi anni ha lavorato egregiamente per il bene della città.
Certamente avrebbe potuto fare di più, ma comunque ha fatto molto e per Varese è stata una grave perdita.
Purtroppo l’ottusità politica di Forza Italia ha portato a questo, mi auguro che in futuro la città continui ad essere amministrata da esponenti della Lega Nord, che a Varese e provincia ma non solo (vedi anche prov. di Como) dimostra di essere anche un movimento di buon governo.

Andrea Cerruti


Finalmente si è dimesso
non sono sinceramente preoccupato… anzi sono certo che la società varesina saprà esprimere un sindaco e una classe dirigente migliore di quella uscente, essa ha governato con molta e troppa arroganza, basta ricordare il..sole delle alpi.. in piazza montegrappa o l’intitolazione di vie e piazze a personaggi… quanto meno strani, una maggioranza che ha sempre avvallato qualsiasi cosa gli veniva propinata dal sindaco.
Mi auguro che non si ripetano le passate edizioni di scelte tra pochi intimi, spero che l’Unione, questa volta compatta, si attrezzi a vincere lavorando per candidature.. condivise….aperte…. e non decise a tavolino in maniera autoreferenziale.
Il centrodestra è battibile anche se a Varese è numericamente forte, occorre però una strategia diversa dal passato.
E’ necessario adesso che i partiti coinvolgano nelle scelte la maggior parte dei cittadini, le associazioni, i movimenti, ecc. per promuovere un ampio dibattito che permetta l’individuazione delle candidature, utilizzando lo strumento delle primarie come momento di scelte "partecipate",  creando le condizioni per un "programma partecipato" dove vi sia un reale coinvolgimento di tutta la societa civile.

Franco Zanellati


 

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Pubblicato il 11 Ottobre 2005
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