Impiegato insospettabile pusher della cocaina
Sposato, con due figli, tagliava le dosi in cantina. Dalla questura: «Preoccupante la soglia d’età dei consumatori»
Quando ha visto le divise degli agenti ha subito ammesso di avere con sé qualche grammo di cocaina per uso personale. Ma alla richiesta di aprire il suo “ufficio”, agli agenti delle volanti si è aperto un vero e proprio mondo parallelo. Altra cocaina, circa 25 grammi, bilancini, pesi, bustine e mannitolo, sostanza impiegata per arricchire e tagliare la “bianca”. Una normale operazione antidroga, verrebbe da pensare, se non fosse che il quarantatreenne finito questa notte in manette lavora come impiegato, di giorno, è sposato, ha due figli ed è incensurato. E il suo secondo ufficio, quello utilizzato per arrotondare lo stipendio che arriva il 27 di ogni mese è lo scantinato della propria abitazione, utilizzato come laboratorio per confezionare dosi di coca.
L’operazione per contrastare la diffusione della micidiale droga, che provoca assuefazione e per la quale, ricordiamo, si può morire per overdose, è scattata questa notte. Le volanti di Varese, coadiuvate dalla squadra mobile hanno controllato diversi giovani; nel corso dell’operazione è saltato fuori anche il nome dell’uomo finito in manette questa notte nella propria abitazione per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Una soffiata, quindi, all’origine dell’arresto, che ha però scoperchiato l’ennesimo caso di insospettabili che arrotondano lo stipendio con la droga. Una preoccupazione particolare che la squadra mobile ha deciso di segnalare e come del resto la stessa stampa nazionale ha più volte segnalato (l’ultimo dei pezzi particolarmente completo, sulla questione, è stato pubblicato da “La Repubblica” di mercoledì 28 settembre) consiste in due fattori di rilievo, che tristemente stanno emergendo anche a Varese.
In primo luogo l’età degli assuntori di qeusta sostanza, che si è notevolmente abbassata (addirittura ragazzini poco più che adolescenti riescono a procurarsi e a consumare la polvere bianca); e poi l’attività di spaccio ma anche di lavorazione e taglio della droga che sempre più spesso viene effettuata da incensurati, insospettabili, da chi ha già un lavoro: dal ceto medio, insomma. Fatto quest’ultimo, preoccupante non solo dal punto di vista sociale, ma anche rispetto alla “competenza” a tagliare questo tipo di sostanza, che se assunta troppo pura rischia di provocare l’arresto cardio-circolatorio.
La prova del nove della pericolosità di questa sostanza sta anche nel costo sempre più basso di ogni dose, che si traduce nella facilità di accesso alla sosanza da parte della clientela: giovani, tra i 18 e i 25 anni, che con una mancetta possono procurarsi la droga, oltre agli aficionados nel giro della Varese bene e della coca facile.
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