Borghezio annuncia il reintegro. Bonde non cede
Continua la vicenda dell'esclusione dei leghisti dal gruppo parlamentare Indipendenza e democrazia

Se da una parte quindi Borghezio si è dichiarato soddisfatto perchè "il ricorso contro l’illegittima esclusione della Lega dal gruppo euroscettico ha avuto effetto positivo", dato che la decisione è stata considerata illegittima dal servizio giuridico del PE, dall’altra Bonde, concordando sul fatto che la decisione presa nel corso della plenaria di marzo non sia formalmente corretta, sottolinea la necessità di riadottarla: «È meglio fare le cose per bene che affrontarsi fra due anni in tribunale», dice il presidente. Bonde ha tenuto inoltre a precisare che questa sera «ci saranno i 22 sì richiesti per la ricostituzione senza gli esponenti della Lega».
Il punto è che la decisione di escludere il Carroccio attraverso l’escamotage di una ricostituzione del gruppo è stata presa in una riunione con 22 deputati, in assenza quindi dei quattro italiani e dei sette polacchi. Il gruppo deve quindi riunirsi nella sua originaria composizione di 33 deputati per poter procedere, con una maggioranza qualificata di 22, alla nuova ristrutturazione
Si riapre, al Parlamento europeo, la vicenda degli eurodeputati della Lega Nord, espulsi il mese scorso dal gruppo Indipendenza e Democrazia. Lunedì sera il capo delegazione, Mario Borghezio, ha dichiarato che la presidenza annuncerà stamattina il reintegro dei 4 europarlamentari leghisti e dei 7 polacchi. Il presidente del gruppo, il danese Jens-Peter Bonde, conferma tuttavia la volontà di "lasciar fuori" i deputati del Carroccio; si tratta infatti, dice Bonde, di una pura "formalità", dal momento che questa sera il gruppo, composto nuovamente da 33 eurodeputati, si riunirà e al primo punto all’ordine del giorno ci sarà "la ristrutturazione del gruppo senza la Lega".
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