Meloni: «Il “Mulino” è un’opportunità per tutto il paese»
Cultura e sviluppo sostenibile per il territorio nei programmi della formazione «di centro e di sinistra»
Cinque anni dopo aver sfiorato la poltrona di Sindaco, Giovanna Meloni ci riprova con la lista "Il mulino". Maestra elementare a Bardello, la signora Meloni ha iniziato la propria esperienza tra gli studenti come insegnante nelle scuole speciali e si è avvicinata al mondo "politico" per la prima volta a Cabiaglio, dove promosse un campo scuola per giovani grazie alla legge 285. Abita a Caldana dal 1994 e nel passato ha fatto parte della redazione del periodico comunale "Corre voce" dal quale è uscita «per forti contrasti con la Lega».
Nel 2001 la sua lista arrivò vicina a vincere, ora lei ha deciso di ripresentarsi. In che modo si propone agli elettori?
«Noi puntiamo a vincere anche perché, secondo me, la nostra lista è quella che ha tutto da guadagnare da questa tornata. Io credo che "Il mulino" sia una grande opportunità di cambiamento per tutto il paese, un treno da prendere visto che il prossimo passerà solo tra cinque anni. Abbiamo già visto i "frutti" delle altre amministrazioni: mi auguro quindi che i cittadini di Cocquio scelgano, votandoci, di ridare vigore ed energia al nostro territorio».
Lei contesta le scelte fatte dalle liste che hanno amministrato negli anni scorsi. Quali sono i punti che meno le sono piaciuti?
«Preferisco non criticare direttamente i nostri avversari, e parlare invece delle idee che presenta "Il mulino"».
Spieghi allora quali sono i punti del vostro programma che vi differenziano dalle coalizioni concorrenti.
«Prima di tutto credo che la nostra campagna elettorale si sia retta proprio sulla spiegazione e la divulgazione del programma "pratico", senza invece riempirci la bocca con qualche "supertitolo". È stato un momento di crescita democratica che ci ha dato riscontri positivi presso i cittadini.
Guardando al futuro invece per prima cosa penso al piano territoriale che dev’essere affrontato in modo sostenibile sul piano dell’impatto ambientale. Un’opinione sostenuta anche dalla lista di Ballarin, dimenticando che sono stati proprio loro, oltre all’attuale maggioranza, a permettere alcuni scempi. Parlo della costruzione di certi capannoni o dell’errata valutazione del piano integrato nella zona della Sacra Famiglia. Per non parlare degli abusi edilizi in zona "Medù" o dei problemi irrisolti legati alle fognature: l’idea di entrare nel consorzio con Besozzo è buona, ma si è arenata. Ora ci troviamo con un tratto a cielo aperto alla Torre e senza la separazione tra acque chiare e scure. Infine mi piacerebbe che il Centro commerciale venga circondato dal verde, con una miglior gestione della viabilità».
Lei punta molto sulla cultura.
«Sì, non solo quella tradizionale, ma una cultura a 360 gradi che si ricordi anche dei più giovani. Poi mi piacerebbe che nascesse una rete tra i comuni della zona per promuovere gli eventi teatrali o artistici di alto livello, anche organizzati lontano da qui, in modo da permettere ai nostri concittadini di partecipare. La Comunità Montana potrebbe svolgere un compito simile, ma in questo momento non lo sta facendo».
Avete scelto di correre senza simboli di partito. Come è stata formata la vostra lista, e come si colloca?
«Le nostre aree di riferimento sono il centro e la sinistra, ma non abbiamo simboli politici perché sono pochi i componenti iscritti a qualche partito, cioè Margherita e Ds. Mi piace sottolineare come la nostra squadra vada al di là dei 17 in lista, e la foto che abbiamo fatto tutti insieme e che abbiamo diffuso mostra tutte le persone che lavorano con me. Abbiamo in formazione ben sei donne oltre a me, c’è una seria rappresentanza di giovani e soprattutto sono rappresentati referenti delle diverse aree del paese».
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