Meccanica, pelli e plastica: è l’ora del risveglio
Le microimprese varesine si sono messe in moto dopo alcuni mesi di assestamento, e alcuni settori mostrano un andamento decisamente favorevole
I dati relativi al 2° trimestre 2006, provenienti da Unioncamere Lombardia ed elaborati dall’Associazione Artigiani della Provincia di Varese indicano che le microimprese varesine si sono messe finalmente in moto dopo alcuni mesi di assestamento, e alcuni settori mostrano un andamento decisamente favorevole. Fra quelli maggiormente attivi la meccanica, il settore delle pelli e la plastica.
La produzione del 2° trimestre 2006 è aumentata sia rispetto al 1° trimestre del 2006 (+ 3,30%) sia nei confronti del 2° del 2005 (+2,70%). In questa rilevazione sono le imprese più grandi, da 10 a 49 addetti, a evidenziare i trend produttivi migliori. Le imprese più piccole, da 3 a 5 addetti, si dimostrano invece meno reattive sul piano produttivo.
Rispetto al 2° del 2005 si segnalano in crescita produttiva soprattutto i settori della meccanica (+ 6,66%), della plastica (+ 5,89%) della siderurgia (+ 5,16%) e delle pelli (+ 4,18%). In calo le varie (- 8,11%), i minerali non metalliferi (- 4,34%) e il legno (- 3,25%). La situazione su base trimestrale premia i seguenti settori: le pelli (+10,97%), la meccanica (+ 4,63%), l’abbigliamento (+ 4,63%), la plastica (+ 3,27%); di segno negativo, invece, le varie (-3,27%) e il tessile (-1,98%). Il fatturato è aumentato del 5,73% rispetto al trimestre precedente e del 4,10% rispetto al 2° del 2006. I settori che mostrano i maggiori incrementi di fatturato rispetto al 2° trimestre 2005 sono quelli della meccanica (+8,84%), della plastica (+ 11,51%) e del legno (+ 4,95%). In calo i minerali non metalliferi (-9,72%) e le varie (- 8,70%).
Il tasso d’utilizzo degli impianti è diminuito di circa 3 punti percentuale rispetto alla precedente rilevazione e si attesta intorno al 70,83%.
Ordinativi acquisiti nel trimestre – Il dato percentuale di 6,02% è ancora cresciuto rispetto alla precedente analisi congiunturale. E’ il risultato di una crescita complessiva sia degli ordini esteri (+ 4,94%) che degli ordini interni (+ 4,36%).
L’occupazione non dà segni di ripresa ed è ferma ad un + 0,22%.
I prezzi medi delle materie prime sono aumentati del 4,47% sul trimestre precedente (valore in crescita rispetto al 1° trimestre) e così anche quelli dei prodotti finiti (+ 1,65%).
Credito agevolato
Le domande passano dalle 1088 del 2005 alle 1047 del 2006 (- 3%) per un importo complessivo che cresce dai 43,8 milioni di euro 2005 ai 45,2 milioni di euro del 2006 (più 3,2%). Passano da 33 a 32 i milioni di euro erogati. Da sottolineare come, sul piano qualitativo, si registri una decisa crescita (più 15% circa) dei finanziamenti destinati alla copertura di investimenti.
«Per quanto riguarda le prospettive per il prossimo trimestre le imprese artigiane varesine si mostrano abbastanza caute sul futuro economico – afferma Marino Bergamaschi, direttore generale dell’Associazione Artigiani -. Secondo le previsioni la produzione dovrebbe diminuire (-8,5%), la domanda interna stabilizzarsi (-0,6%), la domanda estera crescere (8,3%) e l’occupazione rimanere invariata (0,6%). I dati congiunturali lasciano intuire che l’economia varesina sembra essere uscita dal torpore che aveva attanagliato i suoi settori chiave. Può sembrare improprio usare il termine “ripresa” in presenza di settori come il tessile, che lamentano indicatori ancora negativi, ma è forse auspicabile ritenere che la crisi che aveva colpito alcuni comparti era causata da fattori esogeni e non si era ancora radicata a livello strutturale. Anche il TAC, che ha subito un pesante ridimensionamento a causa della concorrenza estera, sembra essersi ora assestato sul piano produttivo. Tale “risveglio” dovrà comunque essere accompagnato da politiche attive che favoriscano e promuovano l’aggregazione delle imprese e la solidificazione delle filiere. E da politiche di sviluppo della competitività del comparto con azioni finalizzate al trasferimento tecnologico, all’internazionalizzazione, alla valorizzazione del capitale umano e ad una corretta politica di gestione dei Consorzi Fidi».
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