Pregi e difetti del nuovo Varese Calcio
Una rosa completa che forse manca di un pizzico di esperienza: Mangia dovrà essere bravo nella gestione di un gruppo che può fare molto bene
E’ stata un’estate movimentata per chi ama i colori biancorossi del Varese Calcio. Prima i dubbi sull’iscrizione, poi la boccata di ossigeno con la scelta della famiglia Sogliano di continuare nel progetto nonostante la momentanea batosta del no allo stadio giunta da Palazzo Estense. E poi i continui arrivi e partenze di giocatori, e piano piano la formazione di una rosa competitiva per una categoria difficile come la serie C2. Vediamo pregi e difetti della squadra affidata anche quest’anno a Devis Mangia, giovane mister neo patentato alla prima esperienza tra i professionisti.
Pregi. La campagna acquisti decisa da Luca Sogliano e Devis Mangia ha portato alla creazione di una rosa completa in ogni reparto. E’ un team giovane, ricco di entusiasmo.
È arrivato un portiere con un grande futuro davanti come Bindi, sul quale in casa Inter credono in molti. La sua riserva è un altro giovane da sgrezzare, ma di sicuro affidamento, Sampietro. A fare da chioccia ai due l’esperienza di Verderame, sempre più uomo spogliatoio.
La difesa piace, e molto. In mezzo Miale e Dionisi formano una coppia veloce e solida, forte sulle palle alte e pericolosa in avanti sui calci piazzati. In panchina Dos Santos è ancora da scoprire, mentre su Luoni siamo pronti a scommettere: sulle fasce sono arrivati Silva Fernandes, un trottolino veloce e fantasioso, e Scuteri, ancora un po’ timido, che affiancano Pisano, pronto all’anno della consacrazione. E poi c’è capitan Macchi: non partirà titolare, ma sarà fondamentale, statene certi.
Il centrocampo: in attesa di Troiano, squalificato per l’ingenuità di Voghera, abbiamo scoperto La Marca. E’ uno dei più maturi con i suoi 27 anni e in campo si vede: testa alta, chiama a sé il pallone, si fa vedere e aiuta i compagni. Un ottimo acquisto. Al suo fianco si giocano un posto il mastino Confeggi e il nuovo arrivato Farina, scuola Milan con tanta voglia di dimenticare gli infortuni del passato. Sulle fasce Mangia avrà da scervellarsi per scegliere i due esterni titolari. Lepore e Bortolotto portano in dote lo splendido campionato tra i Dilettanti e partono in pole position. Pace è ancora da scoprire, ma ne parlano un gran bene, mentre Grossi si è rivelato uno dei migliori nel pre-campionato: fantasia, visione di gioco, gran tiro da fuori. Può giocare anche da trequartista o da seconda punta, a ritmi lenti e con la palla tra i piedi è micidiale e quando si accentra le sovrapposizioni sulle fasce sono un’arma letale per il Varese.
L’attacco è stato rivoluzionato completamente. E’ rimasto il solo Bilardo, bravissimo a saltare l’uomo. Al posto della coppia gol dello scorso anno, Sehic-Corallo, sono arrivati il giovane Ferrario, anche lui scuola Milan, e Gianluca Savoldi, la perla di questo mercato biancorosso. A prima vista sembrano completarsi, uno veloce e forte di testa, capace di fare gol anche da fuori area, l’altro attaccante di movimento, un classico disturbatore d’area, con una voglia di rifarsi e rimettersi in gioco pronta a esplodere in rete. Dietro di loro c’è anche Guazzo: non un nome altisonante, ma chi fa gol in serie D è destinato a farne anche tra i professionisti, e il giovane proveniente dal Rovigo di reti lo scorso anno ne ha fatte 15. Infine Di Felice, la punta centrale che mancava, l’uomo giusto per cambiare modulo in corsa e giocare sulle sponde per gli esterni. Una squadra più che completa dunque.
Difetti. La prima cosa che salta all’occhio è la giovanissima età della maggior parte degli uomini a disposizione. Esperienze tra i professionisti ne hanno in pochi (Savoldi e La Marca su tutti) e questo potrebbe essere un limite.
La squadra di Mangia è poi abituata a vincere: in un torneo che si presenta a dir poco equilibrato dovrà essere bravo il giovane mister a far incassare senza eccessivi contraccolpi le eventuali sconfitte. L’eccessivo entusiasmo di una piazza calda ed esigente come quella varesina potrebbero fare più danni che altro.
Come si diceva la rosa è completa: un altro degli aspetti su cui Mangia dovrà lavorare è il morale di chi partirà fuori. Ci sono tanti giocatori che possono tranquillamente partire titolari, ma inevitabilmente l’allenatore dovrà fare delle scelte, e i giocatori dovranno essere messi in condizione di capirle senza creare attriti nello spogliatoio.
Infine i tanti nuovi arrivi: l’amalgama potrebbe non essere dei migliori all’inizio, spetterà a Mangia e ai veterani del gruppo creare le condizioni perché da una serie di nomi interessanti il Varese diventi una squadra capace di vincere e convincere. Le premesse ci sono tutte, non resta che aspettare e tifare.
È arrivato un portiere con un grande futuro davanti come Bindi, sul quale in casa Inter credono in molti. La sua riserva è un altro giovane da sgrezzare, ma di sicuro affidamento, Sampietro. A fare da chioccia ai due l’esperienza di Verderame, sempre più uomo spogliatoio. La difesa piace, e molto. In mezzo Miale e Dionisi formano una coppia veloce e solida, forte sulle palle alte e pericolosa in avanti sui calci piazzati. In panchina Dos Santos è ancora da scoprire, mentre su Luoni siamo pronti a scommettere: sulle fasce sono arrivati Silva Fernandes, un trottolino veloce e fantasioso, e Scuteri, ancora un po’ timido, che affiancano Pisano, pronto all’anno della consacrazione. E poi c’è capitan Macchi: non partirà titolare, ma sarà fondamentale, statene certi.
Il centrocampo: in attesa di Troiano, squalificato per l’ingenuità di Voghera, abbiamo scoperto La Marca. E’ uno dei più maturi con i suoi 27 anni e in campo si vede: testa alta, chiama a sé il pallone, si fa vedere e aiuta i compagni. Un ottimo acquisto. Al suo fianco si giocano un posto il mastino Confeggi e il nuovo arrivato Farina, scuola Milan con tanta voglia di dimenticare gli infortuni del passato. Sulle fasce Mangia avrà da scervellarsi per scegliere i due esterni titolari. Lepore e Bortolotto portano in dote lo splendido campionato tra i Dilettanti e partono in pole position. Pace è ancora da scoprire, ma ne parlano un gran bene, mentre Grossi si è rivelato uno dei migliori nel pre-campionato: fantasia, visione di gioco, gran tiro da fuori. Può giocare anche da trequartista o da seconda punta, a ritmi lenti e con la palla tra i piedi è micidiale e quando si accentra le sovrapposizioni sulle fasce sono un’arma letale per il Varese.
L’attacco è stato rivoluzionato completamente. E’ rimasto il solo Bilardo, bravissimo a saltare l’uomo. Al posto della coppia gol dello scorso anno, Sehic-Corallo, sono arrivati il giovane Ferrario, anche lui scuola Milan, e Gianluca Savoldi, la perla di questo mercato biancorosso. A prima vista sembrano completarsi, uno veloce e forte di testa, capace di fare gol anche da fuori area, l’altro attaccante di movimento, un classico disturbatore d’area, con una voglia di rifarsi e rimettersi in gioco pronta a esplodere in rete. Dietro di loro c’è anche Guazzo: non un nome altisonante, ma chi fa gol in serie D è destinato a farne anche tra i professionisti, e il giovane proveniente dal Rovigo di reti lo scorso anno ne ha fatte 15. Infine Di Felice, la punta centrale che mancava, l’uomo giusto per cambiare modulo in corsa e giocare sulle sponde per gli esterni. Una squadra più che completa dunque.
La squadra di Mangia è poi abituata a vincere: in un torneo che si presenta a dir poco equilibrato dovrà essere bravo il giovane mister a far incassare senza eccessivi contraccolpi le eventuali sconfitte. L’eccessivo entusiasmo di una piazza calda ed esigente come quella varesina potrebbero fare più danni che altro.
Come si diceva la rosa è completa: un altro degli aspetti su cui Mangia dovrà lavorare è il morale di chi partirà fuori. Ci sono tanti giocatori che possono tranquillamente partire titolari, ma inevitabilmente l’allenatore dovrà fare delle scelte, e i giocatori dovranno essere messi in condizione di capirle senza creare attriti nello spogliatoio.
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