Asili nido, Fantinati replica a Mariani: “no a polemiche antistoriche”
L'amministrazione conferma il suo impegno per la collaborazione pubblico-privato nei servizi, scelta obbligata dati i vincoli finanziari, e nega ogni intento di privatizzazione strisciante
Fra una settimana, in concomitanza con la riapertura delle scuole, riapriranno anche gli asili nido cittadini. I nidi comunali funzionanti saranno 8, in attesa della riapertura del nido Speranza attualmente in fase di ristrutturazione.
Nei nidi comunali troverà posto il 23% della popolazione da 0 a 3 anni; si tratta di una percentuale comunque al di sopra della media regionale lombarda del 19 – 20 %. Per il Comune di Busto Arsizio anche nell’anno scolastico 2006/2007 si garantirà dunque un buon livello quantitativo, oltre che qualitativo, a questo delicato ed importante servizio.
L’Amministrazione Comunale ha stanziato i fondi necessari per riconfermare il personale precario assunto lo scorso anno, garantendo così la necessaria continuità educativa al servizio, che era apparsa a rischio nei mesi scorsi: da più parti era stato lanciato l’allarme durante la campagna elettorale, e tutti avevano riconosciuto la necessità di interventi solleciti. Ai primi di settembre tutto il personale sarà presente ed i nidi avranno in tal modo organici completi per poter programmare l’accoglienza dei bambini.
Quest’anno, pur con una struttura in meno, si garantiranno 385 posti/nidi. Putroppo non sarà ancora possible esaurire la lista d’attesa di circa 90 bambini; si è infatti ancora distanti dalla capacità ricettiva delle scuole dell’infanzia che, con una apposita convenzione recentemente rinnovata per un’ulteriore triennio scolastico, "vedono pubblico e privato sinergicamente uniti a garanzia della libertà di scelta delle famiglie e di parità di trattamento, rette comprese", come pountualizza l’amministrazione, garantendo la possibilità di accesso alle strutture della intera popolazione scolastica dai 3 ai 6 anni. Quest’anno, inoltre, sul territorio di Busto saranno presenti altre realtà gestite da privati (nidi, micro-nidi, nidi famiglia, spazi gioco) che soddisferanno in parte le domande della cittadinanza e di quelle famiglie che, per motivi di lavoro (si pensi alla realtà aziendali dell’asse del Sempione e di Malpensa), vedono in Busto un polo e un centro qualificato di proposte.
Da gennaio 2006 inoltre la Regione ha affidato agli enti locali territoriali la vigilanza sulle realtà socio-assistenziali (nidi compresi) presenti sul territorio. Quindi il Comune di Busto ha messo in atto le procedure indicate dalla Regione al fine di monitorare le realtà del privato sociale e verificarne le capacità gestionali e strutturali. "Alcune di queste realtà hanno presentato all’Amministrazione Comunale proposte di lavoro congiunto, offrendosi di integrare il servizio gestito direttamente dall’ente locale, impossibilitato a soddisfare da solo tutte le richieste" scrivono in proposito da Palazzo Gilardoni. "Non si comprende pertanto il tono allarmistico di alcune dichiarazioni di consiglieri di opposizione che confondono l’apertura e il convenzionamento con strutture private come una volontà di dismissione del servizio pubblico. Non si nega certamente che i vincoli amministrativi e finanziari pongono spesso la Pubblica Amministrazione nella condizione di dover trovare soluzioni e vie alternative alla soppressione o chiusura dei servizi alla cittadinanza ma questo non significa che esista una volontà di privatizzazione selvaggia".
“La recente dichiarazione del consigliere Mariani – commenta l’assessore all’educazione Claudio Fantinati – sembra privilegiare una stucchevole ed antistorica polemica tra gestione ‘pubblica’ e ‘privata’ rispetto al servizio da rendere agli utenti. A noi interessa dare al maggior numero di cittadini la possibilità di accedere a questo servizio, l’unico futuro possibile da questo punto di vista è una forte collaborazione tra strutture gestite dal comune e libere iniziative rispetto alle quali il Comune eserciterà la vigilanza che gli compete”.
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