Giornata del Pane: Busto chiama, Betania non può rispondere

In Palestina le tensioni sono ancora troppo alte, e non è possibile tenere la giornata del Pane, simbolo di convivenza pacifica. A Busto si tiene accesa la fiammella della speranza

Nonostante il cielo bigio minacciasse pioggia, i passanti frettolosi di piazza San Giovanni non hanno mancato questa mattina di soffermarsi in un angolo della piazza da cui proveniva uno stuzzicante profumo di pane fresco. Si trattava del prodotto offerto dai panifici bustesi Baldini, Brombin, Lipari, Maccia & Mendola per la Giornata del Pane, organizzata dall’associazione Italia-Israele Varese-Altomilanese in supporto alle attività della fondazione Bereshit leShalom e del Teatro Arcobaleno, vere oasi di convivenza pacifica tra cristiani, ebrei, musulmani e drusi, gestiti da Angelica Calò Livnè e da suo marito Yehuda in Galilea. Vendite forse non stellari quanto ad incasso di offerte, ma vista la giornata che invogliava poco ad uscire, il risultato è da considerarsi più che discreto; e il pane che dovesse avanzare sarà ceduto alla San Vincenzo, meritoria organizzazione che senza tante fanfare e senza fare troppe domande aiuta chi ha bisogno.

Purtroppo non è stato possibile, come l’anno scorso, tenere la manifestazione anche a Betania, in Palestina, dove donne israeliane e palestinesi, ebree, musulmane e cristiane, avevano impastato insieme il pane della pace: le condizioni politiche non lo hanno consentito. In teoria le manifestaizoni a Betania e Busto avrebbero dovuto essere contemporanee. Si spera che l’anno prossimo il clima sia più sereno, e torni la ragione anche alle latitudini, sempre roventi, della Palestina. A Busto, comunque, non si dispera e si è voluta ripetere l’iniziativa, già accolta con favore dai bustocchi nelle precedenti due edizioni. Commenta Rossano Belloni, presidente locale di Italia-Israele e puntuale commentatore dei fatti di Terrasanta: "Si cerca di sensibilizzare la gente alle tematiche del rispetto fra i popoli e della pace. Anche quest’anno abbiamo inoltre coinvolto le scuole: l’anno scorso chiedevamno disegni, quest’anno poesiole, pensierini ed acrostici sul tema del pane e della pace".

La Giornata del Pane va vissuta come testimonianza a favore di "due vere costruttrici di pace, l’israeliana Angelica Calò Livnè e la sua amica palestinese Samar Sahhar, che si battono con coraggio, a viso aperto, per la causa della convivenza pacifica dei popoli e delle fedi. Loro rischiano in prima persona, esposte alla violenza degli estremisti – e Samar (che è cristiana e gestisce un orfanotrofio e un centro per donne che hanno subito abusi, ndr) ha molti problemi ad operare adesso, con il governo di Hamas. Certi pacifisti nostrani, invece, si limitano a sfilare in piazza in condizioni di massima sicurezza" conclude con una punta polemica Belloni. "Due figure davvero esemplari, che avrebbero bisogno di essere seguite e imitate da tanti altri" aggiunge Andrea Tedesco, membro del direttivo dell’associazione. "La loro opera è un segno di speranza, dimostra che la possibilità della pace esiste, nonostante tutto".

 

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Pubblicato il 02 Ottobre 2006
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