Legambiente: “Si tuteli il territorio e ci siano regole”
L'associazione ambientalista interviene nel dibattito sulla possibilità di un allargamento dello scalo varesino
Malpensa si è rivelata una promessa smentita dai fatti. Doveva essere il grande hub e invece, checchè ne dica la classe politica lombarda, non lo è diventato. In base a previsioni di sviluppo diverse da quelle verificatesi sono stati imposti sacrifici al territorio, ai residenti e all’ambiente naturale del Parco del Ticino. Legambiente chiede alla Regione di tutelare il territorio e la popolazione dell’area di Malpensa e di impedire che esso continui ad essere ostaggio degli interessi di Sea e delle compagnie aeree. Il fatto che il traffico e lo spazio aereo sfuggano a qualsiasi regola o controllo ambientale non può tradursi in arbitrio e inquinamento sul territorio.
«Cominciamo dal rigoroso rispetto delle procedure di Valutazione Ambientale per le opere connesse all’aerostazione di Malpensa – dice Damiano Di Simine, presidente regionale di Legambiente -: fino ad oggi lo sviluppo dell’aeroporto è avvenuto in un contesto di grande confusione e di arbitrio. A farne le spese sono le comunità locali, investite da un crescente inquinamento aeroportuale, e il nostro più importante parco regionale, che rischia di essere amputato nonostante l’assenza di un chiaro scenario di sviluppo. Serve un riesame delle prospettive future dell’intero sistema aeroportuale del nord Italia che faccia i conti con la realtà ambientale e sociale idel terrritorio di Malpensa».
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