L’impresa:«Da noi tutto in regola, l’autorizzazione ce l’ha data il comune»
Comune e impresa si difendono. L'architetto comunale:«Attendiamo le parole della Sovrintendenza»
Dall’incontro di questa mattina sono uscite le posizioni ufficiali dei due soggetti coinvolti nel caso. L’amministrazione comunale di Luino e l’impresa costruttrice Gen.Co di Domenico Buccinnà. Per l’amministrazione ha parlato l’architetto comunale Stefano Introini che ha stilato insieme a membri dell’ufficio tecnico la relazione del sopralluogo:«Da questa visita all’area è emersa la presenza della casamatta ai bordi del cantiere – ha detto Introini a margine dell’incontro – al momento non possiamo definire la zona come reperto bellico alla luce della mancanza dei rappresentanti della Sovrintendenza, gli unici in grado di dirci qual’è il reale valore di questo tratto di trincea».
La posizione dell’azienda è stata, invece, rappresentata dall’avvocato Davide Compagnoni, difensore dell’impresa Gen.Co. che ha parlato di «assenza del tratto di trincea in questione dall’elenco dei reperti bellici – ha detto Compagnoni – bisogna capire se la legge 78/2001 considera reperti di rilevanza anche quei manufatti militari mai usati dall’esercito o comunque che non sono stati teatro di battaglie». Buccinnà, invece, ha sottolineato come sul posto non sia stato effettuato ancora nessuno scavo «è stata solo movimentata della terra senza scavi, quindi se ci sono, i manufatti sono integri».
L’impresa ha anche precisato ancora una volta la regolarità di tutta l’operazione:«Vogliamo ancora sottolineare che il pacchetto formato da terreno e progetto è stato acquistato con tutte le delibere in regola per la costruzione di residenziale essendo, il terreno in questione, inserito all’interno di una zona b2 del piano regolatore». Esistono, dunque, perizie di esperti del paesaggio e dell’ambiente che hano approvato l’inserimento di questo terreno in una zona edificabile. «Ci chiediamo – conclude l’avvocato Compagnoni – perchè nessuno si è mai fatto avanti prima».
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