Infrastrutture: l’esempio da imitare? All’altro capo del mondo
La Costanera Norte, autostrada cilena, pronta in 4 anni con il project financing: a costruirla un'impresa italiana. L'entusiasmo di Raffaele Cattaneo
E’ a Santiago del Cile che si traduce in forma concreta il sogno di poter realizzare, in tempi ragionevolmente brevi e con la certezza del ritorno sugli investimenti per i partner finanziari, gli importanti assi infrastrutturali che la Lombardia aspetta da decenni.
L’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, in missione istituzionale in Cile, è sempre più convinto che, con opportune modifiche al quadro normativo finalizzate a dare alla Regione competenza sulle concessioni, si possa finalmente dotare il territorio lombardo di strade e autostrade rimaste ferme sulla carta.
"Dobbiamo venire in Cile per vedere – ha detto Cattaneo – che imprese italiane, con tecnologia italiana e con lavoro italiano, hanno realizzato in quattro anni, nove da quando è stata pensata, un’autostrada come la Costanera Norte che collega l’aeroporto di Santiago e la Cordigliera delle Ande".
I lavori sono stati eseguiti da Impresilo (gruppo Gavio),
proprietaria del 45% della società che ha costruito la
Costanera, mentre un ulteriore 45% è detenuto da Autostrade per l’Italia spa e il restante 10 da Mediobanca. Un caso di buona pratica del project financing.
"La Brebemi – aggiunge Cattaneo – è un’idea coeva alla Costanera e non solo non è in esercizio ma non è stata ancora posata la prima pietra".
Cosa, pertanto, ha permesso al Cile di superare le difficoltà che in Lombardia impediscono di realizzare le opere, quali sono gli strumenti normativi utilizzati e quali le garanzie offerte agli investitori per sostenere i costi di infrastrutture così importanti e vitali?
Sono stati proprio questi i temi al centro dei colloqui che l’assessore Cattaneo ha avuto con i massimi vertici del Governo cileno (al Ministero delle Opere Pubbliche, dell’Economia e dei Trasporti) e con gli imprenditori italiani che hanno costruito a Santiago la rete stradale considerata un caso di eccellenza in America Latina.
Nel corso del’incontro con il sottosegretario alle Obras
Publicas (MOP), Rafael Ibarra Coronado, Cattaneo ha potuto
constatare che la chiave del successo cileno è la legge di
concessione approvata in Cile nel ’92 e modificata nel ’96 che si basa su alcuni pilastri.
Anzitutto è stata introdotta l’idea di un reddito minimo del progetto "garantito" dallo Stato, che copre il 70%
dell’investimento, ovvero la quota che le società solitamente finanziano con l’indebitamento.
"Lo Stato garantisce – commenta l’assessore lombardo – e questo rende certo il sistema finanziario, consentendo la ‘bancabilità’ del progetto, ossia di attirare l’interesse da parte delle banche che rendono disponibili i fondi per realizzare le opere. L’esatto contrario di quanto finora accaduto per la Brebemi."
Il secondo elemento fondamentale è la garanzia che lo Stato non cambia le regole in corso d’opera, offrendo così ulteriori certezze agli investitori: i loro impegni su lungo termine non potranno subire variazioni a causa di modificazioni del quadro legislativo. In caso di controversie, la legge cilena prevede vengano discusse da una commissione arbitrale composta da tre membri: uno scelto dalle imprese, uno dallo Stato e uno da entrambe le parti.
Terzo pilastro è la Struttura Tecnica, una Unità Funzionale per le concessioni in cui il personale è assunto con contratto di tipo privato, come nel caso di Infrastrutture Lombarde spa, può avvalersi di consulenze tecniche specifiche ed è responsabile della licitazione delle gare.
"Questa struttura – ha sottolineato Cattaneo – ha fatto le gare con costi veri: se il progetto è valutato 100, il costo reale è al massimo 119. In Italia le cose vanno diversamente. Ciò che rende efficace questo sistema è l’individuazione di un responsabile per ogni progetto che diventa l’interfaccia delle imprese superando tutti i rallentamenti burocratici".
L’esempio della perfetta riuscita di questo sistema è proprio la Costanera Norte, costruita in base ad un progetto che ha previsto anche la deviazione di un corso d’acqua e la realizzazione, sotto il letto del fiume, di un tunnel di 7 km per le automobili che pertanto non transitano più in superficie, inquinano meno, e hanno reso i cittadini di Santiago molto soddisfatti perché gli scavi sono stati coperti con un’area diventata un parco pubblico.
"Considerato che Infrastrutture Lombarde è già l’embrione di questa struttura cilena – ha concluso Cattaneo – vogliamo diventare soggetto concedente con una legge regionale. E’ questa la vera sussidiarietà applicata alle infrastrutture: il privato può fare, se messo nelle condizioni adeguate e con risorse proprie, opere che finora sono state realizzate dallo Stato, consentendo di liberare fondi da destinare a investimenti più propri come quelli per rendere più efficiente la giustizia o la sanità".
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